Gioco
Terrarossa, addio ad Antonio Materia: era stato contagiato dal virus
Titolare di un bar, 65 anni, è deceduto all’ospedale di Lucca. La comunità in lutto. Mastrini: «Bontà, familiarità e umanità. Lui è stato tutto questo per noi». Ricordo anche del sindaco Renzo Martelloni
TERRAROSSA. Il paese è rimasto folgorato dalla notizia arrivata dall’ospedale di Lucca. Se n’è andato ucciso dal coronavirus Antonio Materia, 65enne residente a Terrarossa, titolare dell’omonimo bar situato di fronte al castello di Terrarossa. Un viso, una professionalità e una cordialità che in tantissimi non possono dimenticare.
Una storia lunghissima dietro quel bancone, tante, tantissime le persone che vi sono passate davanti, anche una sola volta, accolte tutte dalla gentilezza e dal sorriso del suo proprietario. Una tappa obbligatoria per tanti, la mattina o il pomeriggio, quando si passava da lì davanti. Posti capace di diventare delle vere e proprie istituzioni oltre a quelle ufficiali cittadine.
Un punto di riferimento per la collettività prima di andare al lavoro, oppure per comprare il quotidiano accompagnato da un semplice caffè, intramezzando questo breve lasso di tempo da una battuta e qualche scambio di opinioni. Il bar, soprattutto quelli di paese, vive di queste interazioni continue facendo diventare chi sta dietro al bancone un compagno di viaggio, una presenza fissa nella propria vita di tutti giorni.
La sua scomparsa improvvisa ha lasciato di stucco la comunità di Terrarossa, sui social sono stati tantissimi i messaggi di sostegno e di vicinanza alla moglie, lasciando un loro ricordo dell’esperienza con lui. Giovani e meno giovani hanno espresso cordoglio per la sua dipartita, ricordando come la sua attività commerciale abbia attraversato due generazioni, quasi tre, e come il rapporto sia sempre stato genuino e straordinario.
Un lavoratore sempre al suo posto. Con la voglia di esserci sempre, anche in questo periodo complicato. La passione per il suo lavoro traspariva dall’atteggiamento schietto e diretto, a volte un po’ burbero, ma i suoi concittadini sapevano che dietro quella scorza giaceva un cuore d’oro.
Un affettuoso ricordo lo affida al suo profilo social il sindaco di Tresana, Matteo Mastrini, sottolineando il fatto che le due comunità da sempre sono legate ad un doppio filo: «Ci sono persone - scrive con toni che evidenziano la sua commozione il primo cittadino - che con la loro bontà, con la loro umanità rendono più familiari i gesti semplici del quotidiano:prendere un caffè, acquistare un giornale, i giochi per i nostri figli. Antonio, con il suo bar, è stato tutto questo per molti di noi: a sua moglie, alla comunità di Terrarossa, alla quale siamo legati da una vicinanza non solo territoriale, a chi lo ha conosciuto e gli ha voluto bene le più sentite condoglianze da parte di tutti noi”.
«Faccio le mie profonde condoglianze anche da parte dell’amministrazione di Licciana», scrive il sindaco Renzo Martelloni. «Antonio è la prima vittima della seconda ondata del virus. È una perdita che colpisce tutta la comunità del Masero, dove risiedeva. Era un amico da tanti anni, un punto di riferimento per la comunità e per tutti coloro che transitando si fermavano in via Nazionale. Spesso ha collaborato con l’amministrazione distribuendo il materiale per gli eventi». —
cristiano borghini
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