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Ipotesi ruderi abbattuti contro lo spaccio in via Fattoria
massa
Un dente che va estirpato alla radice. Perché marcito. Si tratta dei ruderi ancora in piedi in via Fattoria, da tempo ricovero per gli spacciatori, improvvisati e non, della zona di Partaccia. Un luogo abbandonato e pericolante, che in qualche modo fa rete con quello che succede alla ex Colonia Motta. E che si riempie di disperati ed acquirenti di stupefacenti, specie la notte, dato che nessuno si avventura in quella decadenza.
Così il dente va tolto hanno deciso dall’amministrazione. E hanno pensato, dopo un confronto con le forze dell’ordine, che una possibilità concreta d’intervenire sia quella preventiva. Cioè non aspettando che volta per volta gli agenti debbano pattugliare l’area nello specifico, ma andando a rimuovere i caseggiati che sono diventati praticamente ingovernabili.
La decisione fa seguito a una recente operazione della polizia - risale alla settimana scorsa - quando tre persone senza fissa dimora vennero sorprese a spacciare utilizzando come base proprio i ruderi di via Fattoria. Ottimo nascondiglio proprio in virtù del loro stato: in abbandono, a un passo dalla caduta, sporchi e senza troppi occhi intorno. Quale miglior ritrovo per non dare nell’occhio?
I riscontri sul territorio e attraverso le riprese video dei momenti delle varie cessioni, che hanno attestato il notevole traffico di droga in quella zona, hanno consentito di far luce sull’intenso andirivieni di clienti che si recava in quei posti, di notte e di giorno, per acquistare lo stupefacente. La zona di via Fattoria, dove spesso vanno i consumatori di droga in cerca di venditori, era stata già teatro del tentato omicidio di un magrebino.
Così l’amministrazione ha contattato gli uffici responsabili e ha previsto per i prossimi giorni un primo sopralluogo di ricognizione. Bisogna capire la fattibilità della cosa e l’eventuale presenza d’intoppi di varia natura.
«Ringraziamo le forze dell’ordine per il costante lavoro che svolgono, il problema va risolto», dicono dall’amministrazione.
La zona d’altronde si ripopola dopo ogni arresto e l’abbattimento delle casupole potrebbe essere un primo segnale, in attesa di una riqualificazione più estesa e mirata. —
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