Il Tirreno

il caso 

Conto bloccato in lockdown, odissea (online) di un 80enne

Libero Red Dolce
Conto bloccato in lockdown, odissea (online) di un 80enne

La banca gli trasferisce tutto su un altro istituto e lui non può più prelevare Gli chiedevano dei video di identificazione che però risultavano sempre lunghi

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Lo schermo inquadra l’immagine incerta di un uomo di 80 anni, la ripresa un po’ tremolante. Stavolta è buono, deve essersi detto all’ennesimo tentativo. E invece per la banca non andava bene per le solite ragioni: troppo lungo. E alla fine non ha retto più; è andato dall’avvocato. Senza avvisarlo - o come scopriremo avvisandolo in modo criptico - gli hanno trasferito il suo conto su una banca online. E il suo bancomat ora è un pezzo di plastica completamente inutile.

Vediamo di capire meglio cosa sia successo leggendo la lettera che l’avvocata Francesca Galloni ha mandato a Monte dei Paschi di Siena, la banca dell’uomo fino a poco tempo fa. “Il mio cliente , si recava in Banca per cambiare un assegno a sue mani e gli veniva riferito verbalmente dall'operatore dello sportello che detta operazione non era possibile in quanto il conto era stato da voi passato, senza alcuna informazione e preventiva richiesta e/o autorizzazione da parte del signore ad un’altra Banca on line denominata Widiba”.

Insomma una scoperta del tutto casuale per da parte dell’ignaro signore, peraltro in un momento reso complicato dalle restrizioni dovute all’allargamento della pandemia da Coronavirus.

Rivolgendosi all’avvocata l’uomo le ha raccontato che , nel tentativo di cercare di recuperare i soldi giacenti sul conto, cha cercato di contattare più volte la sua banca ma invano, non riuscendo mai ad avere risposte da parte degli addetti. Il suo conto era transitato su un altra banca, totalmente online, senza alcuno sportello in città. Un problema in più per una persona con problemi di salute, ha necessità infatti di avere con sé una bombola di ossigeno, e di una certa età, non troppo avvezza all’uso della tecnologia per gestire le sue finanze.

Peraltro, spiega l’avvocata Galloni, l’uomo in quel periodo « ha avuto necessità di sottoporsi a cure e visite mediche molto costose per dei problemi di salute per cui s è trovato in difficoltà non disponendo delle proprie somme che aveva versato sul conto».

Così da Confconsumatori parte una lettera a Mps nella quale si ingiunge di restituire la disponibilità del conto al vecchio cliente, intenzionato “ a provvedere ovviamente alla chiusura del conto e al recupero della giacenza” come scritto sempre nella missiva inviata.

Qualche tempo dopo arriva una risposta dal servizio Reclami e Mediazioni del Monte dei Paschi di Siena. La banca spiega che l’operazione di passaggio risale addirittura al 2018 che “ha riguardato i rapporti riferibili a clienti appartenenti al segmento commerciale denominato ’Valore Digital Best’”. La banca spiega anche che il conto su Widiba risultava utilizzato.

Nel frattempo l’uomo non si è perso d’animo e ha provato ad attivare l’altro conto. Gli veniva però chiesto di realizzare dei video di auto riconoscimento. Ma quei video risultavano sempre troppo lunghi e gli venivano rifiutati. E senza il video non riusciva a contattare nessuno. Senza poter disporre del suo denaro. E alla fine si è rivolto a Galloni.

«Cosa ancora più paradossale - sostiene l’avvocata - perché il mio cliente ha proseguito per un periodo le operazioni a sua insaputa, con carta e assegni, senza che nessuno lo avvertisse. Questo passaggio è avvenuto con una comunicazione scritta in fondo a un estratto conto e per nulla chiara”.

Dopo il contatto tra la legale e la banca l’uomo è riuscito a chiudere il conto con Widiba.

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