La manifestazione
Carrara: boccone di traverso, muore a 101 anni
Il figlio: stava benissimo, forse non sarebbe deceduta se a bordo dell’ambulanza ci fosse stato un medico
CARRARA. Aveva 101 anni compiuti da poco più di venti giorni (lo scorso 8 ottobre), la signora Alfreda Boni, madre del professor Paolo Vannucci (fu anche candidato a sindaco per il Partito comunista dei lavoratori nel 2012), oltre che già nonna. Il professor Vannucci la chiamava “il suo angelo custode” e, come spiegava in occasione del suo compleanno, stava benissimo di salute e non aveva intenzione di farsi vaccini. Ma un boccone andato di traverso le è stato fatale, inutile l’arrivo dei soccorsi.
Un decesso improvviso che spinge il figlio a recriminare: «Se sull’ambulanza ci fosse stato il medico a bordo, forse le cose sarebbero andate diversamente. Mi resta questo pensiero, questo rammarico», racconta. 101 anni è una bell’età, ma il dolore per la perdita di una madre è sempre grande. Soprattutto se avviene in modo così traumatico. A ottobre, come detto, in occasione del suo 101° compleanno, Vannucci scriveva sul Tirreno: «Questa lieta ricorrenza, date le circostanze del presente periodo storico, pone a noi famigliari problemi di carattere socio-sanitario e morale di non facile soluzione. Alfreda, a parte un breve ricovero per una caduta dalle scale senza conseguenze, non è mai stata in ospedale. Ha partorito me e mia sorella in casa, come usava 74 anni fa; non ha mai avuto l'influenza e non ha mai fatto vaccini (a parte forse quelli in uso nel 1919). Già 15 anni fa, in tempi non sospetti, il medico di famiglia ed altri da me interpellati circa l'opportunità di somministrarle un vaccino antinfluenzale, mi hanno unanimemente sconsigliato dal farlo: il vaccino avrebbe infatti potuto mettere in crisi un equilibrio biologico ormai consolidato. Rimaniamo pertanto fermi nella nostra convinzione di non vaccinarla contro l'influenza, ed a maggior ragione contro il covid 19 anche se i 2 vaccini diventassero obbligatori».
Le precauzioni messe in atto dalla famiglia Vannucci purtroppo si sono infrante contro un boccone infido, come spiega lo stesso professore: «Il mio "Angelo Custode" mi ha lasciato: un banale boccone andato di traverso ha stroncato la sua forte fibra e la sua vita interamente dedicata alla famiglia. Da non credente non posso sperare di incontrarla di nuovo un giorno, ma mi piace pensare che sia andata a raggiungere il babbo ed i suoi Lari, per parlare con loro della guerra, sempre nei suoi ricordi, e degli affetti famigliari. Buon viaggio Mamma». E ancora: «Voglio ringraziare i molti amici, parenti e compagni che mi hanno inviato le loro condoglianze. Rimane l'amarezza ed il rimpianto per una morte che non era scontata nemmeno in relazione alla elevata età di mia madre. Lei stava bene e scherzava prima di quel tragico boccone; forse avrebbe potuto salvarsi se l'ambulanza avesse avuto il medico a bordo; forse si sarebbe salvata se il pronto soccorso degli ospedali non fosse intasato dalla maledetta pandemia». E specifica: «Il mio non vuol essere un atto di accusa, ma penso che Alfreda, in altre condizioni, avrebbe potuto essere salvata. Richiedere che su tutte le ambulanze del 118 ci sia un medico, non è pretendere l'impossibile. Gli infermieri hanno fatto tutto il possibile, ma forse un medico avrebbe fatto la differenza. Il medico della guardia medico è arrivato solo dopo un quarto d'ora. Il mio rimpianto è grande», conclude addolorato.
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