Il Tirreno

«Poco personale e scarsa organizzazione»

La Cgil critica l’Asl: l’unica proposta che ha avanzato a lavoratori già stanchi e stressati sono le prestazioni aggiuntive

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Massa carrara

Se in questa seconda fase di picco epidemico il sistema regge è perchè - il coordinamento Fp Cgil Asl Nord Ovest ne è certo (coordinatore è Valerio Musetti) - i dipendenti fanno grandi sacrifici, perchè fanno rinunce, saltano riposi. Per il sindacato - che lo mette nero su bianco - il problema è la carenza di personale. La Cgil lo spiega con chiarezza in una nota: «Purtroppo sono in aumento i casi di positività in tutte le province dell’azienda sanitaria, a differenza della primavera dove i casi erano in prevalenza a Lucca e Massa Carrara. Così oggi le degenze Covid di tutti gli ospedali sono in costante aumento, i posti letto nelle malattie infettive e terapie intensive sono tutti occupati. I laboratori analisi hanno un aumento di lavoro, come i pronto soccorso con pazienti costretti a lunghe attese e le attività territoriali. Nonostante il grande impegno, senso di dedizione e professionalità del personale sono presenti elevate criticità». E tra quelle criticità il coordinamento Cgil evidenzia le più rilevanti: «Lavorare in numero ridotto (ad esempio 2 operatori in reparto Covid con più di 40 degenti), saltare i riposi, prolungare l'orario con un rischio di contagio più elevato. Tutto questo è legato alla carenza di personale».

Poi il sindacato evidenzia le differenze tra la prima e la seconda fase della pandemia: «Nella prima fase vi era certamente la novità e l'azienda ha ridotto, chiuso, molti servizi: tutto il personale ha dato una grande risposta, con enorme disponibilità, saltando i riposi, prolungando l'orario, svolgendo attività anche in servizi diversi dal proprio. Oggi, a fronte di una nuova recrudescenza, che sta mettendo in grossa difficoltà lavoratori e servizi, è evidente la necessità di garantire anche le attività chirurgiche, oncologiche, mediche, cardiologiche perchè è riscontrato che i bisogni sanitari non sono solo legati al Covid.

E secondo la Cgil, l’azienda sanitaria si è fatta trovare impreparata di fronte alla seconda ondata: «Tutti i lavoratori si ritrovano ad affrontare le solite emergenze organizzative, l'improvvisazione della prima fase. Le assunzioni fatte sono insufficienti, vi sono stati pensionamenti, sono state aperte nuove attività (cure intermedie, Usca, pre triage, checkpoint), mancano infermieri, medici, oss, tecnici di laboratorio e radiologia, assistenti sociali, amministrativi. Non vi è stata - prosegue la Cgil - una corretta programmazione. L’unica soluzione avanzata dall'azienda sono le prestazioni aggiuntive (una sorta di straordinari ndr), a lavoratori stanchi e stressati, oppure il rientro in servizio a lavoratori andati in pensione o forme contrattuali in libera professione, la sospensione delle ferie. In questi mesi non vi è stata una soluzione da parte dell'azienda, neppure il riconoscimento del tempo di vestizione-svestizione, per il personale impegnato nei servizi Covid, inoltre da mesi il personale aspetta la mobilità su graduatorie già presenti (esempio: cure intermedie no Covid a Carrara). Riteniamo necessarie risposte urgenti, un piano di assunzioni ed una corretta programmazione. Per questo - conclude il sindacato tirando le fila- riteniamo che l'Asl debba richiedere personale necessario e la Regione attivare misure straordinarie per assumere personale in tempi rapidi garantendo sempre la presenza di graduatorie concorsuali». —

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