Il Tirreno

In 150 a CarraraFiere per frenare i contagi

In 150 a CarraraFiere per frenare i contagi

Arrivano i tracciatori: da giovedì al lavoro 7 giorni su 7, dalle 8 alle 20 per ricostruire i contatti e monitorare la salute dei positivi

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CARRARA. Sono 150. E da giovedì saranno tutti nel loro posto di lavoro, negli spazi di CarraraFiere. Lavoreranno 7 giorni su 7, dalle 8 alle 20. Il loro compito è tracciare i contatti dei positivi, ricostruire rapporti, capire chi hanno visto, dove e quando e ricostruire così la filiera del contagio, per combatterlo, frenarlo, fermarlo. Monitoreranno quotidianamente la salute dei positivi per garantire piena assistenza. Sono i cosiddetti tracciatori, la Regione ne ha assunti complessivamente 500. E di questi ,150 da CarraraFiere, si occuperanno della zona apuana.

I tracciatori saranno pienamente operativi da giovedì, dopo la giornata di formazione prevista domani. Si tratta di medici, infermieri, tecnici sanitari e studenti dell’ultimo anno di medicina e scienze infermieristiche, assunti da una graduatoria del Dipartimento nazionale di Protezione civile. 250 di loro lavoreranno a Firenze, 150, come dicevamo a Carrara e 100 ad Arezzo.

«Abbiamo lavorato senza sosta per allestire, nei tempi più rapidi possibili, le tre centrali di tracciamento, che ci consentiranno di ricostruire la filiera dei contatti e limitare la diffusione del contagio - spiega il presidente della Regione Eugenio Giani - In questa fase pandemica, che non ha precedenti, recuperare la filiera dei contatti dei casi positivi ci consentirà anche di tutelare il sistema ospedaliero. Stiamo facendo sforzi straordinari per garantire la sicurezza sanitaria di tutti. C’è ancora molto lavoro da fare, ma l’impegno è massimo da parte di tutta la comunità».

«Sono tre - aggiunge l’assessora Monia Monni -gli ambiti in cui ci siamo attivati: allestimento di tre centrali per il tracciamento, ricerca e attivazione di 1.500-2.000 posti da destinare alle cure intermedie dei pazienti positivi sintomatici, rafforzamento dei servizi per le categorie più a rischio. Vogliamo snellire il carico di lavoro degli operatori sanitari, la filiera del tracciamento è fondamentale e va sostenuta e organizzata al fine di renderla il più efficiente possibile. Il tema delle fragilità non si deve tradurre in politiche restrittive ad hoc per fasce della popolazione, bensì in una vera e propria presa in carico. Voglio ricordare lo straordinario contributo degli anziani alle nostre comunità, dalle attività di supporto alla famiglia a quelle nelle associazioni di volontariato. A questo fine intendiamo potenziare e attivare servizi a sostegno dei più fragili come ad esempio quello di spesa a domicilio, che in tante realtà va avanti da marzo e che è di vitale importanza». —
 

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