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«Garanzie a chi lavora da anni al Cup»

«Garanzie a chi lavora da anni al Cup»

La Cgil e la Cisl chiedono garanzie sulle assunzioni Estar «Pure con servizio esternalizzato servono contratti stabili»

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massa-carrara

Perplesso, se non apertamente critico, l’atteggiamento delle forze sindacali di fronte alla scoperta, trapelata dalle pagine de Il Tirreno, di possibili assunzioni in Estar. La Cgil spiega perché, con ovvio riferimento ai lavoratori già impiegati nei Cup: «È sempre buona cosa quando si creano nuove opportunità di impiego, soprattutto in un momento davvero critico come quello che stiamo vivendo. Se non fosse che quando si preannuncia l'uscita di un bando Estar per 60 posti di lavoro da operatore tecnico specializzato, le lavoratrici e i lavoratori già in servizio da anni nei Cup regionali in appalto inevitabilmente sobbalzino sulle sedie».

Scrive la Filcams: «Il bando in questione uscirà a pochi mesi dalla "battaglia" per la dignità che tante lavoratrici e lavoratori dei cup toscani hanno portato avanti denunciando la loro annosa situazione di disagio: da anni forniscono una vasta gamma di servizi esternalizzati, accumulano competenze e professionalità, ampliano le proprie competenze , si formano e si specializzano, vedono le proprie mansioni crescere a fronte di stipendi che restano i medesimi».

Il sindacato spiega i motivi delle sue preoccupazioni. «Ad ogni cambio appalto il passaggio non è "indolore", ne è un esempio lampante il cambio appalto Cup front office finalizzato nel 2012, che ha visto un cambio Ccnl con conseguente perdita degli scatti di anzianità pregressi, un drastico taglio delle ore contrattuali che in numerosi casi è stato di più del 50%, e un abbassamento del livello di inquadramento contrattuale, che assolutamente non ha rispecchiato le reali mansioni svolte. Nella provincia di Massa-Carrara, ai lavoratori e lavoratrici del Cup è a tutt'oggi applicato il Ccnl Multiservizi, scaduto da ormai 7 anni. Tantissimi hanno contratti in essere con un monte ore mai adeguato alle reali ore lavorate, alcuni hanno ancora in essere contratti che vanno dalle 15 alle 20 ore settimanali».

La Cgil avanza delle proposte in merito: Sarebbe auspicabile pensare ad azioni concrete nell'ottica di dare stabilità ad un settore nevralgico dell' Azienda Sanitaria come il Cup, prima interfaccia con l'utenza, e in prima linea durante tutta la prima fase emergenziale, il lock down e ora nella seconda ondata di Covid-19. Perché non può essere mai una soluzione stabilizzare le risorse già in essere nel sistema, integrate nella sostanza ma mai nella forma, presenza importante ma evidentemente ingombrante? Si è parlato a più livelli di possibili percorsi futuri di internalizzazione del servizio, ma sarebbe importante nell'immediato, finché lo stesso rimarrà esternalizzato, garantire condizioni contrattuali stabili, magari migliorabili».

La Fp Cisl chiede di riaprire i tavoli con la Regione. «L’impegno delle ditte appaltatrici è quello di incontrare le organizzazioni sindacali entro i 90 giorni che ormai stanno scadendo. Nel periodo precedente agli scioperi estivi, ci furono incontri con la Regione Toscana e ci furono interpellanze da Noi richieste tese a stabilizzare i ventennali precari dei Cup. Il cambio di guida della Regione non deve perdere di vista questo obiettivo equiparando davvero lavoratrici e lavoratori che svolgono le stesse mansioni con livelli salariali diversi nell’ambito toscano ma anche all’interno della stessa Asl». —



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