Toscana
Fi accusa: opportunismo politico dietro il rimpasto
FIVIZZANO
Quanto avvenuto recentemente con il rimpasto di giunta con l’avvicendamento tra Diego Serafini di Italia Viva e Giovanna Gia, eletta con una lista di opposizione, dà spunto al coordinamento comunale di Forza Italia per voce di Vittorio Marini ad alcune riflessioni.
«Il sindaco toglie la fiducia a un assessore, in questo caso a Diego Serafini con deleghe importanti come urbanistica, cave e ambiente, peraltro con motivazioni che appaiono semplicemente necessarie ma poco credibili, dimostrando la sua debolezza per due motivi: il primo perché ha dimostrato di non sapere scegliere, attribuendo fiducia alla persona sbagliata per inesperienza e incompetenza nell'espletare i compiti a lui delegati. Il secondo perché evidenzia le difficoltà della giunta a svolgere compiutamente la pur semplice amministrazione ordinaria, perché fin qui non c'è niente di nuovo».
Marini, a conferma, richiama «quanto già anticipato dal partito di maggioranza che dopo l'esito positivo delle elezioni regionali si è affrettato, con sospetto, a sostenere la necessità di un rimpasto per dare impulso a una gestione non rispondente ai bisogni della Comunità». E la nota ironica : «Intento apprezzabile perché se l'amministrazione non è all'altezza del ruolo che l'elettore gli ha attribuito è un bel guaio per tutti noi che ne subiamo le conseguenze. Però sorge un sospetto perché se il problema è quello di un salto di qualità, allora con la persona chiamata a sostituirlo, in lista d'attesa da un po’ di tempo la giunta non ne guadagna in competenza e autorevolezza politica».
Infine: «L'interpretazione più corretta è di natura prettamente partitica: è la solita storia, uno scambio di favori e di lotte intestine fra le componenti politiche di maggioranza. E intanto il paese langue in una situazione di forte degrado che richiederebbe autorevolezza politica, che non c'è e che non trova risposta in un semplice avvicendamento che non aggiunge nulla a ciò che manca».
Infine, « assistiamo a un ulteriore esempio di opportunismo politico, da parte di un consigliere di minoranza che ambiziosa di potere tradisce gli elettori e passa con la maggioranza, prestandosi a una operazione di alchimia politica, illudendosi di esserne soggetto attivo e pensante e ne è soltanto lo strumento». — M.L.
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