Il Tirreno

«Siamo pronti a ripartire» La Heavy Work non molla

Luca Barbieri
«Siamo pronti a ripartire» La Heavy Work non molla

Parlano Walter Dell’Amico e Giovanni Narra della storica palestra di Avenza «Archiviato questo nuovo stop ci rimetteremo al lavoro ancora più carichi» 

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/ carrara

Una cosa è certa: la palestra Heavy Work di Marina di Carrara non molla e rilancia.

«Archiviato questo nuovo stop, ribadiamo che l'intenzione non è davvero quella di cessare l'attività, anzi semmai di rilanciare una volta ci sarà permesso di ripartire. La palestra non è a rischio, ripartiremo più carichi, al netto di tutte le difficoltà del momento», spiegano Walter Dell’Amico e Giovanni Narra (fondatore della storica palestra carrarese, nel 1986), due dei tre soci dell'attività (l'altro è Francesco Menconi).

Insomma, nessuna idea di mollare, è la premessa chiarissima.

Poi i due fanno il punto sul momento a una manciata di giorni dalla chiusura delle palestre: «Condividiamo lo sfogo del nostro socio Francesco (Menconi, di cui abbiamo scritto nei giorni scorsi, ndc): ci sono tante perplessità su questa chiusura, a nostro avviso ingiustificata», ripetono, prima di mettere in fila tutti i nodi da sciogliere secondo loro.

«Non ci sono evidenze scientifiche che dimostrano una connessione tra contagi e palestre. Possono confermarlo anche gli altri colleghi: non ci sono numeri, dati che possono giustificare una chiusura così, per noi è una discriminazione. Abbiamo avuto l'ultimo controllo – in cui era tutto ok – la scorsa settimana, proprio dopo le parole del premier che annunciava una settimana di tempo alle palestre per adeguarsi; dopodiché ci sono le parole del Ministro per lo sport ai giornali che confermano quanto detto finora: nelle palestre i protocolli vengono rispettati», continuano.

E aggiungono inoltre un aspetto evidenziato anche da altre attività del settore.

«I mesi in cui si lavora maggiormente vanno da metà gennaio a maggio; poi un ritorno dopo settembre, e questo da sempre. Ora ci fanno richiudere dopo le spese e gli sforzi fatti in primavera per adeguare gli spazi tra distanze, sanificazione, ingressi ricalibrati, aree ridisegnate come gli spogliatoi», elencano. Poi prima della chiosa, un ulteriore rammarico, questo più locale: «Nessuno dell'ufficio, dell'assessorato allo sport ha contattato noi palestre per fare il punto della situazione...».

E concludono: «Ci sentiamo penalizzati anche da quella dicitura che ci definisce “non essenziali”: per chi? Le palestre dialogano da anni con il mondo della sanità... Come visto le difficoltà non mancano, ma continueremo a esserci», ribadiscono.

Insomma la Heavy Work non ha davvero intenzione di chiudere i battenti. Anzi è pronta a rilanciarsi non appena sarà possibile tornare ad aprire le palestre.

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