Gioco
«Riportiamo a casa da Brescia il colosso di Dazzi in abbandono»
Carrara
Giacomo Bassani di Forza Italia chiede all’amministrazione di interessarsi della scultura di Arturo Dazzi, un colosso di marmo alto sette metri e mezzo, che fu collocato al centro della nuova Piazza delle Vittorie a Brescia inaugurata l’1 novembre 1932; alla statua venne dato il nome “Era fascista”, ma i bresciani lo ribattezzarono il “Bigio”. La statua - si ricorda - nel 1945 fu rimossa, «per fortuna non distrutta, nonostante diversi atti vandalici anche con dinamite, che dovette subire fin dai giorni dopo la Liberazione e più di recente quando ormai era nel magazzino del Comune di Brescia». «Nel corso degli anni, tra tentativi di vendita ed ipotesi di ricollocazione, l'opera di Arturo Dazzi ha sempre animato e diviso l'opinione dei Bresciani, fino ad oggi, quando l'Amministrazione bresciana ha annunciato che il “Bigio” verrà posizionato nella galleria del nuovo museo del novecento in costruzione, scatenando una dura reazione dell'Anpi. Nel frattempo l'imponente scultura dell'artista carrarese giace distesa sotto una misera tettoia in un deposito comunale di Brescia, bisognosa di urgenti ed consistenti opere di restauro». Il coordinamento di Forza Italia Carrara, chiede all'assessore Federica Forti «d'intraprendere formalmente un'azione per poter riportare “a casa” il colosso di marmo, così da poterlo restaurare con le nostre eccellenze locali, ed esporlo nei nostri Musei od a decoro urbano».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
