Attenzione
Morto schiacciato dal silos, nei video dubbi sulla sicurezza
I carabinieri hanno acquisito dei filmati girati poco prima del crollo della struttura Si vedrebbe Iacobucci che lavora sopra una gru mentre sega la parte finale
luni
È davvero una novità investigativa di assoluto rilievo, quella acquisita dagli inquirenti, rispetto all’incidente sul lavoro che giovedì pomeriggio è costato la vita a Nicola Iacobucci, l’operaio di 36 anni residente a Montignoso, che lascia la compagna e due figli di 8 e 12 anni. I carabinieri e gli ispettori del lavoro dell’Asl 5 che stanno cercando di fare chiarezza, e individuare ogni singola circostanza dell’evento, hanno infatti acquisito dei filmati, girati pochi minuti prima del crollo della struttura che teneva in piedi il silos colmo di tonnellate di polvere di marmo.
Tutto finito addosso a Nicola, senza lasciargli scampo e uccidendolo sul colpo. E gli inquirenti non avrebbero il minimo dubbio: in uno dei filmati, si vedrebbe nitidamente Nicola che sta lavorando all’interno di un cestello posto all’estremità di un braccio mobile collegato a una piccola gru. L’operaio starebbe segando la parte finale del silos, applicando una procedura che gli stessi inquirenti classificano fuori norma. Anzi, le leggi fisiche non darebbero spazio ad altra interpretazione, se non quella del mancato rispetto di ogni regola legata alla sicurezza.
Tutto ancora da verificare e da dimostrare, ovviamente, saranno gli ulteriori accertamenti disposti dal pubblico ministero Claudia Merlino ad approfondire ancora di più queste circostanze. Ma l’ipotesi che si sta facendo largo nelle ultime ore, è che la tragedia potesse essere evitata, qualora l’operazione di smantellamento del silos che conteneva la marmettola, fosse stata condotta in altra maniera più consona. Per il momento la Procura ha soltanto aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo, ma non è da escludere che domani possano scattare uno o più avvisi di garanzia mirati.
Ricordiamo che l’incidente si è verificato all’interno di una segheria di marmo in disuso, sita nella via Laghi in località Sette Quartieri del Comune di Luni.
Le opere di smantellamento del silos erano affidate alla ditta Sada, che aveva a sua volta ceduto in subappalto alla Santena le operazioni dal punto di vista tecnico. E per questa società lavorava il povero Nicola Iacobucci, con un contratto firmato nel 2018 che lo vedeva impegnato 25 ore alla settimana.
Al momento dell’incidente, con lui c’erano altri due compagni di lavoro, che hanno loro malgrado dovuto assistere alla morte di Nicola. Uno di loro raccontò a caldo che la vittima stava scendendo dal macchinario per poi riprendere i lavori nei giorni successivi.
Tuttoperò successe in un attimo: lui che sta lavorando sotto al silos, la struttura che cedette all’improvviso, e Iacobucci completamente sommerso, travolto e schiacciato a morte dal materiale. —
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