Il Tirreno

la protesta a pontremoli 

L’amara tavola rotonda dei commercianti sulla crisi del commercio

Riccardo Sordi
L’amara tavola rotonda dei commercianti sulla crisi del commercio

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pontremoli

Ristoratori, baristi, negozianti, e titolari di palestre protestano contro il Dpcm adottato dal Governo Conte che impone delle serie limitazioni (quando non una vera e propria chiusura) per gli esercizi commerciali. Una manifestazione che, a Pontremoli, però è stata limitata per rispetto delle vittime del Covid e per evitare rischi di assembramento. Quindi solo alcuni esercenti, in rappresentanza delle varie categorie, si sono incontrati all’aperto di fronte al Teatro della Rosa intavolando un confronto aperto con i giornalisti.

Non è però mancata la rabbia e la voglia di manifestare, con assoluta compostezza, la grande difficoltà che stanno vivendo assieme agli altri commercianti «la nostra voce di protesta, è l’urlo di rabbia e di disperazione di tanti commercianti di Pontremoli e di tutta l’Alta Lunigiana, grida che si aggiungono a quelle dei nostri colleghi di tutta Italia». Erano presenti vari operatori commerciali in rappresentanza delle varie categorie, come ristorante pizzeria era presente Enrico Baldini del locale “Il Girasole” «siamo in gravissima difficoltà, rischiamo davvero di chiudere anche perché il Dpcm ci danneggia moltissimo. Non solo per le limitazioni che ci impone con la chiusura serale che per i ristoranti e le pizzerie sono un momento di grande afflusso, ma anche perché si crea un clima di paura che si ripercuote anche per il pranzo. Infatti abbiamo già registrato un notevole calo in questi primi giorni da quando è entrato in vigore il decreto governativo».

Ma c’è a chi va ancora peggio, come le palestre e i centri benessere che con pochissime eccezioni sono costrette a chiudere «tutto questo dopo che per mesi – ci dice Alessandro Bisciotti della centro sportivo del Kinemove center - abbiamo costantemente adeguato le nostre procedure di sanificazione per conformarci al continuo evolversi della situazione epidemiologica e dei numerosi aggiornamenti normativi, il tutto per garantire il servizio rivolto all'utenza». Investimenti anche importanti dal punto di vista economico «che ora ci dicono non servono più, chiudendoci di fatto dalla sera alla mattina attorno alla nostra struttura gravitano 50 collaboratori. Persone che hanno ricevuto solo pochi giorni fa i soldi della Cassa Integrazione attesi per maggio-giugno». La riflessione del suo collega, Francesco Pasquotti della palestra “Essenziale” di Filattiera «le palestre si sono dimostrate luoghi sicuri. In questi mesi non c’è stato un solo focolaio in tutte le palestre d’Italia. Ogni atleta ha la sua piazzola distanziandosi così in maniera naturale degli altri. La forma fisica è uno dei modi più importanti per mantenersi in salute e sconfiggere tante patologie».

Per i pub-birrerie parla Daniele Maccheroni della “Caverna dei Nani” «ci siamo messi in regola in questi mesi e la risposta da parte del Governo è stata questa. Realtà come le nostre sopravvivono soprattutto con gli incassi serali». Si chiude con Nicolò Manenti dal Bar Bellotti in piazza della Repubblica «Nel mio bar lavorano nove ragazzi a tempo indeterminato, ma con gli incassi che si fanno durante il giorno riesco in pratica coprire solo le spese vive». —

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