Sicurezza
L’allarme della Uil: «Sanac, senza Ilva rimane la morte»
Ll segretario Uiltec Graziani: «Nessuna novità ai tavoli» Nardi a Battistini: «Dovrebbe seguire i lavori alla Camera»
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«Siamo disposti ad aprire un altro, ennesimo tavolo istituzionale su Sanac ma stavolta chiediamo a tutta la politica di arrivare con le idee chiare e con una strategia univoca: non siamo disposti ad accettare nessuna altra ipotesi, nessuna nuova gara. Ogni soluzione va di pari passo con l’ex Ilva di Taranto. Insieme si vive. Separati si muore». Ha le idee chiare il segretario della Uiltec Toscana Nord, Massimo Graziani, dopo l’incontro in videoconferenza con la commissione attività produttive del Comune di Massa, a cui hanno partecipato anche il segretario Filctem Cgil, Nicola Del Vecchio, e il segretario della Cisl, Andrea Figaia, oltre al rappresentante Rsu, Emanuele Manfroni.
«Ringraziamo la Commissione per averci convocato, così da poter fare il punto sulla situazione di Sanac ormai a meno di un mese dalla scadenza della fideiussione sull’acquisto presentata da Arcelor Mittal. Purtroppo non ci sono novità importanti e già questo fatto ci preoccupa perché, vale la pena ricordarlo, quella di ArcelorMittal è l’unica proposta sul tavolo. Ed è un aspetto che deve farci riflettere – prosegue Graziani -: hanno comprato Sanac solo perché questo gruppo è un fornitore essenziale per le acciaierie di Taranto. E’ quindi evidente come i due gruppi siano già interdipendenti, legati da un rapporto quasi esclusivo fra cliente e fornitore. Scollegare Sanac da Ilva con una nuova gara, che qualcuno continua a proporre, non ha senso: è difficile trovare acquirenti per uno stabilimento di fatto fermo da 7 anni, che non fa investimenti e non punta sull’innovazione. Paradossalmente potremmo solo finire nelle mani di un competitor che vuole acquistare il gruppo per poi farlo fuori».
A meno di un mese dalla scadenza della fideiussione bisogna quindi alzare la pressione su Roma e sul governo per ottenere risposte da ArcelorMittal. Ma serve una strategia condivisa da subito: «Ancora prima di convocare un tavolo istituzionale, tutta la politica deve avere un’idea ben chiara. Non siamo disposti a una nuova gara e soprattutto non lo siamo senza Ilva. I due destini devono essere collegati. «Sanac senza Ilva oggi è finita, dobbiamo mettercelo in testa» aggiunge Graziani che attende poi qualche segnale anche da Firenze.
«Al momento non abbiamo ricevuto richieste di incontri o riscontri dalla nuova giunta regionale. Sappiamo che si è appena insediata ma crediamo che il futuro di Sanac dovrebbe essere una delle priorità da mettere all’ordine del giorno per il presidente della Regione, Eugenio Giani, e la sua amministrazione», conclude Graziani.
Sul tema Sanac interviene anche la deputata del Pd Martina Nardi, che replica al presidente della Commissione consiliare Attività Produttive Marco Battistini della Lega. «Spiace che il consigliere comunale della Lega Marco Battistini non abbia potuto seguire i lavori della Commissione da me presieduta e così non abbia potuto informarsi adeguatamente. Ma, come mi ero impegnata a fare, ho svolto un ciclo di audizioni sulla vicenda Sanac legata, come il consigliere certo sa, alla vicenda nazionale Ilva. In Commissione abbiamo ascoltato sindacati, commissari Ilva, Governo e rappresentanti delle aziende legate all'indotto. E, unica parlamentare di Massa Carrara presente ai vari incontri, ho posto la vertenza Sanac all'attenzione sia del Governo, nella figura della sottosegretaria al Ministero dello Sviluppo Economico Alessandra Todde, sia dei commissari che stanno gestendo Ancelor-Mitta», scrive Martina Nardi, deputata del Pd e presidente della Commissioni Attività Produttive alla Camera.
«Se il consigliere Battistini è interessato e vuole informarsi – aggiunge la Presidente Nardi - posso suggerirgli di andare a controllare i lavori della Commissione Attività Produttive che sono sempre andati in diretta streaming e quindi visibili a tutti, lui compreso, sul sito della WebTv della Camera dei Deputati. Quello che trovo francamente non accettabile è che la Lega cerchi di fare propaganda sulla pelle dei lavoratori Sanac e delle loro famiglie. Non penso infatti che oggi il compito di un rappresentante delle istituzioni sia fare campagna elettorale, ma impegnarsi per raggiungere l'obiettivo».
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