Il Tirreno

Dieci nuovi posti letto ad alta tecnologia

Alessandra Vivoli
Dieci nuovi posti letto ad alta tecnologia

Il direttore del presidio ospedaliero Biselli: ci stiamo organizzando per affrontare l’ emergenza nel migliore dei modi

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/ CARRARA

Dieci nuovi posti letti con un monitoraggio di ultima generazione. Una nuova frontiere rispetto ai letti “telemetrati” e sicuramente un modo più efficace di tenere sotto controllo i pazienti. Quelli del reparto di cardiologia del Noa che, nei mesi di marzo e aprile scorso, nel pieno della pandemia e nell’urgenza di reperire reparti da trasformare in reparti covid, erano stati trasferiti nella polispecialistica dell’ospedale delle Apuane.

Adesso cosa succede? Succede che l’azienda sanitaria ha deciso di muoversi per tempo per arrivare con ilo massimo dell’organizzazione a una eventuale nuova emergenza per quel che riguarda la disposizione interna dell’ospedale.

Uno scarto in avanti che mette sempre al primo posto la sicurezza dei degenti e che è potuto avvenire grazie alla collaborazione della Fondazione Marmo che, come spiega il direttore del presidio ospedaliero delle Apuane Giuliano Biselli: «in questo difficilissimo periodo non ci ha mai abbandonato, anzi ci ha coccolato potrei dire con tutta una serie di interventi che sono stati fondamentali nella gestione di questa pandemia». Ma procediamo con ordine con i lavori in corso all’interno del Noa. Si tratta di dieci posti letto dotati di monitori. Cinque sono in dotazione all’Asl, agli altri cinque ha provveduto la Fondazione marmo.

«Stiamo organizzandoci per il benessere futuro - assicura il dottor Biselli - A marzo e ad aprile ci siamo trovati con una quarantina di pazienti intubati. Siamo dovuti correre ai ripari e abbiamo spostato la degenza di cardiologia nell’area della polispecialistica dove erano a disposizione posti letto telemetrati, che rappresentano uno step inferiore rispetto a quelli monitorati che stiamo allestendo in questi giorni in un’altra area dell’ospedale».

Il dottor Biselli aggiunge un riferimento al momento critico che sta attraversando non solo tutto il paese e la provincia apuana.

«L’impegno deve essere ed è quello di convivere con l’emergenza ed affrontarla non tralasciando nulla di ciò che non rientra nelle patologie e nelle degenze covid - conclude - In sostanza bisogna pensare per tempo anche ai posti letto e alle degenze che non sono riconducibili al covid e fare in modo che abbiano la dovuta assistenza, anche nell’immediato futuro».

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