Il Tirreno

Delibera di giunta in epoca covid 

Persone senza casa, 20 giorni in albergo a spese del Comune

Francesca Vatteroni

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carrara

Approvata dalla giunta la delibera con cui si allungano i tempi di ospitalità nella struttura che accoglie chi si trova in emergenza abitativa. Lo spiega una di Palazzo Civico: «In risposta alle difficoltà anche economiche innescate dalla pandemia, l’amministrazione ha approvato - si legge - una delibera che permette di prolungare la permanenza in strutture ricettive per le persone in emergenza abitativa». L’amministrazione evidenzia che alla base della decisione ci sono proprio le difficoltà dovute alla pandemia: «Alla luce dei pesanti contraccolpi provocati dal Covid, vista la difficoltà di reperire alloggi anche sul mercato privato, davanti a situazioni di criticità improvvise, gravi e comprovate, l’amministrazione potrà ricorrere all’ospitalità in albergo fino ad un massimo di 20 giorni, avvalendosi della facoltà di fornire per i primi 3 giorni anche il vitto».

Una delle strutture che ha risposto all’appello del Comune è l’albergo Sergio ad Avenza, a conduzione famigliare dei Bedini, che in passato ha ospitato sia persone in emergenza abitativa, sia gli sfollati in seguito all’alluvione. Il nipote dei titolari, Paolo Bordogna, ci racconta qualcosa della struttura aperta ormai da 70 anni. Tredici camere in cui, prima del Covid, si servivano colazioni, pranzi e cene e che da sempre ha clientela composta dai turisti della via Francigena e da lavoratori in trasferta: «Soprattutto operai del porto o delle ditte del lapideo. L’anno scorso per esempio, per quasi un anno, c’è stato un gruppo di operai che lavorava alla stazione ferroviaria - spiega Bordogna facendo il punto su questo periodo di sofferenza - la crisi c’è e nei 2 mesi in cui siamo stati fermi non abbiamo fatturato e abbiamo dovuto pagare le tasse, ma siamo aperti da 70-80 anni e abbiamo una clientela abituale: riusciamo comunque ad andare avanti». La mancanza temporanea di alloggio o la difficoltà a procurarsene uno saranno quindi i requisiti perché sia riconosciuta la possibilità di trovare un posto in cui alloggiare a spese dell'amministrazione. Lo spiega l’assessore al sociale Anna Galleni (in foto): «Si tratta di una risposta straordinaria a un’emergenza straordinaria: gli effetti della pandemia non sono solo sanitari, ma anche economici e occupazionali. Questo congiuntura rende difficile reperire un alloggio sul mercato privato: con questo provvedimento, temporaneo e strettamente legato alla pandemia, cerchiamo di andare incontro alle persone, garantendo una sistemazione in una fase drammatica». —

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