Finanza
Webinar per chiedere di rendere pubblici acqua e servizi
Massa-CARRARA. «Noi crediamo che non solo l’acqua, ma tutti i servizi essenziali come sono la sanità, i trasporti, l’istruzione debbano essere pubblici. Altrimenti significa che anche la pandemia Covid-19, che sta mettendo a rischio la salute pubblica e devastando l’economia, non ci sta insegnando nulla. Non vorremmo lasciare ai nostri figli e nipoti anche il fardello della guerra per l’accesso all’acqua». Questo si legge nella nota che annuncia il webinar “Società benefit o azienda di diritto pubblico: cosa è meglio per i cittadini?”, promosso dal Coordinamento dei comitati e delle associazioni per la depurazione, le bonifiche e per la ripubblicizzazione del servizio idrico, dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua e dall’Istituto di istruzione superiore “Zaccagna-Galilei”, presieduto dalla professoressa Marta Castagna. All’iniziativa, che si terrà il 30 ottobre dalle 14,30 alle 17, collegandosi al link https://iiszaccagnacarrara.webex.com/meet/sala2, parteciperanno diversi sindaci, assessori e consiglieri comunali del nostro territorio insieme a studenti ed insegnanti dello “Zaccagna-Galilei” impegnati in progetti ambientali. “Nonostante l’esito del Referendum abrogativo del 2011 che decretò la vittoria del sì per una gestione dell’acqua pubblica, -ricordano i promotori - i cittadini e le rappresentanze attive di associazioni e comitati locali, regionali e nazionali sono ancora costretti a rivendicare istanze che mettano in luce il fatto che l’acqua non può, e non deve, essere considerata una merce sulla quale privati possono lucrare. Al contrario -osservano- l’acqua è un diritto essenziale e inalienabile che deve passare attraverso una trasparente e ‘reale’ gestione pubblica. Gaia Spa, società a capitale pubblico con 46 comuni soci, negli anni non ha risolto i problemi. Tubature colabrodo, ormai vetuste e non sostituite (anche in amianto), che comportano grande dispersione di acqua potabile; miasmi maleodoranti nelle zone adiacenti ai depuratori che hanno arrecato gravi disagi ai cittadini residenti e/o divieti di balneazione in piena stagione turistica, con danni indiretti agli operatori del settore e rischi per la salute. E’ accaduto anche -ricorda il comunicato- che, depuratori come quello del Lavello 1 di Massa, nel 2019 sia stato sottoposto addirittura a vincolo di sequestro preventivo, in quanto gran parte degli impianti non avrebbero funzionato e sarebbero stati sprovvisti delle autorizzazioni agli scarichi nelle acque superficiali ed in atmosfera da oltre sette anni, con sversamenti nell’adiacente torrente che afferisce al mare”.
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