Il Tirreno

gli effetti del semi-lockdown 

L’allarme Adoc: attività chiuse ma scadenze e tasse restano

L’associazione dei consumatori chiede chiarezza al governo e denuncia anche difficoltà e disservizi causati dallo smart working negli uffici

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massa carrara

«Lo stop imposto ad alcune attività commerciali e produttive dall’ultimo decreto del Presidente del consiglio dei ministri ha di fatto generato un semi lockdown che creerà problemi anche ai consumatori perché mancano gli strumenti adeguati per contenere gli effetti negativi di queste misure». A sottolinearlo sono Mauro Bartolini, presidente Adoc Alta Toscana, e la referente dell’associazione di consumatori, Valentina Sparavelli.

«Da un lato bisogna tenere conto di chi magari aveva pagato abbonamenti a corsi di ballo o palestre, ad attività sportive e piscine. La loro attività verrà di fatto congelata senza che sia stata data un’indicazione su come gestire i rapporti fra clienti e aziende. Ma ci sono aspetti ancora più critici: coloro che vedranno limitato o addirittura sospeso il proprio lavoro nel mese che ci attende, oltre ad avere il grave danno della perdita del reddito, si troveranno comunque a dover far fronte alle scadenze e a obblighi che il Dpcm non ha sospeso. Mutui, rate di finanziamenti, abbonamenti vari non sono menzionati nel provvedimento. Il che significa che oggi valgono le stesse norme pensate ed emanate nella fase precedente della pandemia e che nei giorni scorsi erano state allentate in previsione di una ripresa. Ma la situazione in pochi giorni è nuovamente degenerata e siamo dentro una nuova crisi. Basta pensare – proseguono i referenti Adoc - che solo due settimane fa, con la conversione del Decreto di agosto, il legislatore ha proceduto a ridurre le categorie legittimate ad ottenere la sospensione dei mutui tramite domanda al Consap. Come si conciliano queste limitazioni con le nuove criticità del nuovo Dpcm? E il riconoscimento esplicito di una causa di impossibilità sopravvenuta ai sensi del codice civile per il mancato utilizzo di abbonamenti a palestre, piscine, teatri vale anche per questa fase di chiusura di alcune attività?»

Domande che restano aperte perché il governo ancora non ha dato risposte su questo fronte alimentando i timori delle persone che da subito si sono rivolte alle associazioni di consumatori per capire come muoversi. Non solo. Lo smart working potenziato ulteriormente per le aziende pubbliche rischia di generare ulteriori disservizi: «Già da marzo i cittadini hanno segnalato ai nostri sportelli enormi difficoltà a interfacciarsi con le pubbliche amministrazioni. Aumentare il lavoro agile, da casa, complicherà ancora di più le cose – concludono Bartolini e Sparavelli -. Soltanto negli ultimi giorni gli sportelli di Adoc hanno ricevuto tantissime segnalazioni perché non riuscivano a mettersi in contatto con gli uffici di Master a Massa. Solo per fare un esempio». —

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