Il Tirreno

Massa

Aumentano i “nuovi” poveri alle Caritas

Sara Lavorini
Aumentano i “nuovi” poveri alle Caritas

Dopo il primo lockdown i parroci hanno visto arrivare famiglie intere di apuani, ragazze madri e padri senza più lavoro

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Massa

Sono in drammatico aumento le persone che nel 2020 nella provincia di Massa Carrara, soprattutto a causa della pandemia e del lockdown, hanno dovuto chiedere aiuto alla Caritas per avere un pasto caldo o un pacco alimentare. Quasi cinquanta, ogni giorno, le richieste per il pranzo alla mensa di Massa in Cervara e oltre quarantacinque quelle alla mensa di Carrara nella parrocchia della SS.ma Annunziata. Rispetto agli anni passati, quando a rivolgersi alla Caritas erano maggiormente gli stranieri, adesso le persone in difficoltà sono principalmente gli italiani. La disoccupazione è sicuramente il primo problema che ha generato un continuo aumento di nuovi poveri, ma anche l'emergenza sanitaria ha peggiorato ulteriormente la situazione. Tante le saracinesche abbassate e molte le partite iva che non riescono più a ripartire.

«La situazione è difficile, non lo nascondo – dichiara don Giuseppe Cipollini responsabile della Caritas della Cervara – il nostro servizio mensa ormai è diventato un punto di riferimento per molte famiglie. Cerchiamo di dare aiuto a tutti, e posso confermare che sono sempre di più le situazioni di estrema povertà. Il Covid-19 ha aggravato tutto. Anche per noi i costi sono aumentati, dobbiamo mettere tutti i pasti in vaschette monouso, perché non possiamo far sedere le persone ai tavoli dato che non abbiamo lo spazio sufficiente per far mantenere le distanze di sicurezza anti contagio. Quindi una volta preparato il pranzo, si mette tutto nei contenitori e le persone poi lo vengono a ritirare».

Molti anche i pacchi alimentari che vengono consegnati mensilmente: oltre 80 a Massa (prima della pandemia erano 55), quasi un centinaio nel comune di Carrara e anche ad Aulla si distribuiscono ben 80 pacchi al mese. «Nei cesti alimentari è possibile trovare – spiega don Cesare Benedetti responsabile mensa Caritas di Carrara – caffè, pasta, cibi in scatola, latte, biscotti ma anche detersivi e saponi. Per chi non se la sente di venire alla mensa, perché preferisce rimanere nell'anonimato e non farsi vedere da nessuno, cerchiamo di garantire ugualmente un aiuto. Le famiglie che hanno più figli sono quelle maggiormente in difficoltà perché le spese sono davvero tante e, le entrate anche per colpa del virus, ben poche». Ma i problemi legati alla spesa alimentare quotidiana non sono gli unici, infatti sono molti i nuclei familiari che non riescono più a pagare bollette affitti o mutui. «Dopo il primo lockdown – conclude Enrico Donnini referente Caritas Aulla – sono aumentate tanto le richieste di aiuto per riuscire a pagare luce, acqua gas o le spese legate alla casa in generale. Il lavoro ha subito un forte freno per colpa del virus, e le persone non sanno più come andare avanti se le loro attività non riprenderanno a lavorare a pieno regime».

Nell'ultimo Rapporto 2020 della Caritas è emerso che i «nuovi poveri» in Italia sono per lo più donne e famiglie con figli e, tra questi, molti erano impiegati nella ristorazione e nel turismo. Nei tre mesi della chiusura totale, fra marzo e maggio del 2020, sono state circa 450mila le persone assistite dai circa 62 mila volontari Caritas attivi in tutta Italia. Per la Caritas l'incidenza delle persone bisognose è passata dal 31% al 45% e, quasi una persona su due, ha chiesto sostegno per la prima volta. —
 

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