Il Tirreno

Massa

Sergio Menchini: non mi iscrivo a Fi. Intanto si scioglie Alternativa civica

Manuela D’Angelo
Sergio Menchini: non mi iscrivo a Fi. Intanto si scioglie Alternativa civica

Benedetti parla di una “presa di distanza” inaccettabile e in consiglio termina l’esperienza del gruppo del professore

3 MINUTI DI LETTURA





massa

Gli amanti della politica e delle sue dinamiche, ieri mattina si sono svegliati con una notizia di quelle “gustose”: Sergio Menchini, l’uomo che sfidò la destra, il civico all’opposizione di Francesco Persiani in consiglio, leader della minoranza, corteggiato da Pd e Italia Viva, approda a Forza Italia, con un incarico di tutto rispetto, datogli direttamente dal senatore Massimo Mallegni. Una notizia non del tutto smentita da Menchini, che lo ha costretto ad una presa di posizione ufficiale ieri sera in consiglio comunale, e che gli ha fatto bollire il telefono per tutto il giorno.

Tutto comincia dopo che il presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti (forzista) ha diffuso un documento in cui compare il nome di Sergio Menchini tra i nuovi componenti del coordinatori regionale del partito; qualcuno ha fatto poi girare un sms di Menchini, in cui l’avvocato conferma di aver ricevuto l’incarico da Mallegni, ma smentisce l’ingresso in Forza Italia. Infine in consiglio comunale, il gruppo dell’avvocato, “Alternativa civica” è stato ufficialmente “ammazzato” per la nascita di nuovi gruppi.

Menchini non smentisce il suo futuro incarico ma precisa: «Ho accettato la proposta del senatore Mallegni di occuparmi di formazione e università – scrive – precisando che non mi sarei iscritto a Forza Italia, non avrei aderito al gruppo consiliare e sarei rimasto in minoranza». Benedetti a questo mezzo passo indietro risponde subito: «Per ricevere un incarico bisogna essere iscritti ad un partito, ma il professore ha preso le distanze e con questa infelice presa di posizione ha spento in un colpo solo tutte le aspettative e le speranze dei militanti».

Dei suoi non-rapporti con Forza Italia, l’avvocato Menchini decide di non parlare, almeno per il momento, e affida alla seduta del consiglio comunale le sue uniche dichiarazioni ufficiali.

«Il gruppo consiliare “Alternativa Civica” è stato costituito dai consiglieri eletti dalle liste collegate alla candidature di Menchini Sergio a Sindaco della città- dice in aula (virtuale) – La mia candidatura si è caratterizzata per volere essere “alternativa” rispetto a quelle espresse dalle coalizioni rispettivamente di centrosinistra, con il sindaco uscente Alessandro Volpi, e di centrodestra, con Persiani, poi eletto sindaco. La consigliera Dina Dell’Ertole ha comunicato di lasciare il gruppo, dando vita ad un proprio gruppo ispirato alle posizioni politiche e ai valori di Italia Viva; ciò, d’altronde, nel rispetto della sua storia politica e della sua cultura. Tale evento, sulla base delle previsioni regolamentari e di Statuto, determina, ipso iure, lo scioglimento di Alternativa Civica”, essendo venuto meno il numero minimo richiesto di tre consiglieri. In conseguenza di ciò- continua Menchini- comunico la mia volontà di costituire, come mi è consentito dalle norme in vigore (art. 7, comma2, del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comune di Massa), il gruppo consiliare “Ascoltare per fare”, al quale sono stato abbinato al momento della mia elezione. Tendo a precisare che, in tale ruolo, continuerò a svolgere le mie funzioni di consigliere “civico”, ossia nell’esclusivo interesse della città, “alternativo”, ossia in alternativa alle due coalizioni che si sono misurate al ballottaggio, e di “minoranza ”, in ossequio al risultato elettorale. Tutto ciò, nel rispetto sia di coloro che hanno accettato di candidarsi nelle liste a me collegate, sia delle elettrici e degli elettori, che hanno, con il loro voto, permesso la mia elezione a consigliere comunale» .—
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca