Il Tirreno

dopo lo stop 

Garibaldi, parlano i gestori: la cultura non è un passatempo

Nicola morosini

A loro e a tutti i lavoratori del settore dello spettacolo  solidarietà dall’assessore Forti: «Ci muoveremo per dare  il nostro sostegno»

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carrara

Porte di nuovo chiuse per cinema e teatri, almeno per un mese, come da decreto. Una realtà durissima da affrontare, per un settore che fin dall’inizio della pandemia ha dovuto scontrarsi duramente con limitazioni e carenza di introiti, con pesanti conseguenze economiche su lavoratori, artisti, professionisti e con la sopravvivenza delle stesse attività, già fortemente minate dal primo lockdown.

Come le sale di tutt'Italia anche il Cinema Garibaldi di via Verdi a Carrara è costretto ad abbassare nuovamente le serrande. Lo staff, che , sotto il nome della società Astoria gestisce anche altre due sale cinema a La Spezia e Lerici, lancia, attraverso il proprio sito ufficiale, un vero e proprio grido di dolore: «È una decisione difficile da comprendere, che ci lascia amareggiati perché vanifica l'enorme lavoro fatto per avvicinare il pubblico, garantire sicurezza e continuare a difendere, nonostante le difficoltà, quella cultura cinematografica su cui crediamo ed abbiamo investito tutto. Ci aspettavamo delle limitazioni ed avremmo trovato il modo di resistere, adeguandoci e facendo cinema comunque, anche per pochi spettatori, magari in orari diversi dal solito. Ma non ci è data questa scelta e dobbiamo chiudere, speriamo solo per un mese. Nel frattempo ci auguriamo che chi deciderà del nostro futuro tenga presente, visto che si parla di salute, che per molte persone l'andare al cinema o a teatro rappresenta una medicina, un conforto psicologico e un rimedio alla solitudine. La cultura è ben più di un sacrificabile passatempo».

E proprio al gestore del Cinema Garibaldi Silvano Andreini, e con lui a tutti i lavoratori del settore cultura e dello spettacolo, esprime massima solidarietà e piena comprensione l’assessore alla Cultura del comune di Carrara Federica Forti che condivide così il grido di allarme che si è levato dagli addetti ai lavori del mondo dell’intrattenimento a seguito dei provvedimenti dell’ultimo Decreto per il contrasto della pandemia: «È un momento molto molto difficile - spiega l’assessore Forti - per tutti coloro che si occupano di cultura e spettacolo: le restrizioni imposte dall’esigenza di contenere i contagi, sono particolarmente pesanti per le già precarie condizioni dei lavoratori di questo settore. Il mio pensiero - aggiunge - va anche ai tecnici che lavorano nei teatri e nei cinema, alle compagnie locali e a tutte le attività artistiche che stanno cercando di sopravvivere in questo momento tanto buio. A loro posso solo garantire – conclude la Forti - che ci muoveremo con ogni strumento in nostro possesso per sostenerli, sia direttamente sia sollecitando interventi delle istituzioni sovraordinate». —
Nicola morosini

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