Il Tirreno

L’ultima “movida” massese tra bevute e assembramenti

Ivan Zambelli
L’ultima “movida” massese tra bevute e assembramenti

Molti i comportamenti a rischio fin dall’ora dell’aperitivo: poche mascherine  e gruppi a bivaccare nelle piazze anche se i locali hanno chiuso alla mezzanotte

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massa

Scene di ordinaria movida in tempi di Covid, in quello che si è poi rivelato l’ultimo weekend prima della gran serrata di bar e ristoranti.

Sabato sera siamo tornati nelle vie del centro a Massa, per vedere quanto fossero applicate le nuove disposizioni governative dai locali e dai loro frequentatori, spesso giovani ma non solo. Il “tour” è iniziato all’ora dell’aperitivo, ma in questa fase, vuoi per le piogge durate tutto il pomeriggio, di persone in giro ce n’erano ben poche: strade e locali semi deserti, specie in piazza Mercurio, dove baristi perplessi stavano sull’uscio dei locali ad osservare il vuoto tra i tavoli. Solo nei bar sulla sommità di via Dante c’era più movimento, nel rispetto delle regole: tavoli pieni e distanziati, massimo sei persone. La situazione poi è andata mutando nel dopocena. Tutto il centro pullulava di persone, non solo giovani avventori della movida, ma anche famiglie, coppie di anziani. Se prima era una piazza deserta, alle 22,30 piazza Mercurio era tornata come ogni sabato sera: bar pieni, tutti seduti e con servizio ai tavoli, ma anche tanti gruppetti sparpagliati qua e là, sulle panchine, sui gradoni dell’eponima statua. Stessa situazione anche in via Dante, dove diversi locali si erano attivati con le prenotazioni. “Nuovo”, ma non troppo, ritrovo dei giovanissimi è piazza Bertagnini, subentrata a piazza Garibaldi: schiamazzi, branchi di ragazzi, musica riprodotta con casse portatili, alcolici spesso portato da casa.

Già a quest’ora, in tutta Massa si possono ravvisare comportamenti sbagliati. L’utilizzo delle mascherine e del distanziamento viene spesso disatteso o fatto in maniera errata, dai giovani e non. In molti locali faticano a chiedere di non fermarsi a salutare gli amici seduti. Giunti all’ora fatidica, mezzanotte, i locali iniziano ad avvisare dell’imminente chiusura; alcuni in maniera simpatica, come il titolare di “Omero”, che lo fa suonando una campana. Nessuno vuole rischiare una multa salata, ed alla mezzanotte precisa chiudono. A tutto questo si accompagnano fragorosi ululati, applausi ironici verso la serrata; in molti sanno che la “festa”, anche se rovinata, non sarebbe finita da lì a breve. Infatti, chiusi i locali, le persone comunque restano. Certe criticità iniziano adesso: con i locali chiusi, molte strade diventano orinatoi; se nel locale si poteva stare seduti, e soggetti a qualche sorveglianza, ora gli avventori della movida si sparpagliano, senza dare troppa attenzione alle regole, vuoi per l’alcol già in corpo, vuoi perché stanno ancora bevendo; esatto, ancora bevendo. Alcuni hanno drink comprati in precedenza, altri se lo sono portati semplicemente da casa. Fatta la legge, trovato come al solito l’inganno, e neanche troppo originale. Se via Dante e piazza Mercurio verso l’una si spopolano, la movida in piazza Bertagnini resiste.

Da ore bottiglie di vino e di superalcolici sono stati stappati, i freni inibitori sono partiti, e scoppia anche una “rissa”: niente di “grave”, un faccia a faccia tra due ragazzini, ma circondati da una ventina di incitatori, maschi e femmine, non preoccupati dalle conseguenze di tale promiscuità. Le mascherine sono un accessorio da polso, più che un dispositivo di sicurezza. Insomma, nel complesso la serata è stata "positiva" per i locali, che hanno tutto sommato rispettato le prescrizioni, ma decisamente negativa per i singoli, che anche grazie all’assenza di controlli delle forze dell'ordine, non si sono discostati dai soliti comportamenti. —



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