Lutto
«L’ambientalismo senza lotta di classe è solo giardinaggio»
carrara
«L' ambientalismo senza la lotta di classe è giardinaggio»: comincia così la lettera aperta del Gruppo Anarchico Germinal Fai Carrara. «Oggi come ieri, siamo al fianco di chi lavora e soffre, rischiando la vita ogni giorno per dare la dignità di un pasto ed un istruzione ai propri figli, ed alla propria famiglia - si legge nella lettera - Dalla parte degli sfruttati sempre. Ci schieriamo con chi con il marmo ci vive, ma non con chi si arricchisce per generazioni, all’ inverosimile, cercando il profitto a tutti i costi, vivendo nella bambagia, sfruttando le nostre montagne e la nostra terra nascondendosi dietro percentuali e statistiche. Tutto questo perché i loro complici in politica gli hanno sempre dato la possibilità di essere padri padroni territorio».
« Qui non si parla solo di ambientalismo, ma di lotta di classe perché parafrasando Chico Mendes “l' ambientalismo senza la lotta di classe è giardinaggio” - continua la lettera - Quindi dire chiudiamo le cave è un atto di grande effetto, ma che solo nei primi attimi porterebbe gioia e soddisfazione, ma di breve durata, svanendo davanti a chi in quel mondo aveva trovato un mezzo per campare onestamente. Non si può dire sempre e solo no, ma bisogna essere propositivi, portare delle alternative, delle soluzioni di un possibile altro futuro. Guidati dalla ragione, come direzione la Giustizia sociale uniti dalla solidarietà tra coloro che vogliono il cambiamento definitivo. Partecipare in modo diretto ed attivo alla lunga lotta per un piano di riqualificazione delle zone estrattive, la gestione cooperativistica delle cave e delle terre agricole abbandonate, ampliamento del Parco, pulizia sentieri, manutenzione strade montane e bonifica della zona industriale. Ambiente e sostenibilità le parole chiave che devono aprire le porte ad un futuro migliore, un futuro per tutti, che si contrappone ad un economia dove il profitto di pochi a discapito di molti non è più accettabile. È nostra intenzione muovere i primi passi per poter realizzare una piattaforma solida, un punto di partenza che veda coinvolta le realtà locali vere fruitrici di un nuovo modo di vivere e lavorare in sintonia con l'ambiente, che ci circonda; con la creazione di un Osservatorio che mira a creare ponti e non erigere muri, con tutti coloro che vogliono il meglio per la comunità. Una struttura che cercherà risposte alle domande che molti si pongono».
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