Il Tirreno

Il lutto 

Carrara, l’addio a Eugenio Pigoni ex allenatore di calcio verace

M.B.
Carrara, l’addio a Eugenio Pigoni ex allenatore di calcio verace

Aveva 76 anni, era stato anche calciatore, guidò anche l’Acf nella A femminile. Lanciò fra gli altri Gianluca Sordo, fu tra i primi a capire le doti di Federico Bernardeschi

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Carrara

Grave lutto nel mondo del calcio: domenica 25 ottobre, di mattina è deceduto a 76 anni Eugenio Pigoni, ex calciatore - centravanti fra l'altro anche della Carrarese e del Castelnuovo Garfagnana - ed ex allenatore di molte squadre dilettantistiche, tra le quali San Marco Avenza, Atletico Carrara, Perticata, ma anche dell'Acf Carrara nella serie A femminile.

Da tempo soffriva di un male che non gli ha lasciato scampo, fino al decesso all'hospice della Don Gnocchi.

Carattere sanguigno, diretto, verace, con l’immancabile pipa, Eugenio Pigoni era uno dei simboli di un calcio forse - e purtroppo - d’altri tempi, nel quale più che le diagonali e le ripartenze contava saper giocare a calcio con la giusta grinta.

Le sue squadre erano soprattutto questo: un mix di talento e tanto, tantissimo carattere, e “garra”. Un calcio sulla carta semplice, nel quale il terzino destro si occupava dell’ala sinistra e lo stopper del centravanti, ma che in realtà era frutto di esperienza, conoscenza, buon senso. E comunque Pigoni dopo essere stato un buon centravanti, era stato anche un allenatore che sapeva adeguarsi ai tempi e, se occorreva, agli schemi. Con un pizzico di anarchia.

La sua passione era scoprire e lanciare giovani calciatori, come il trio della Perticata che arrivò al Torino, cioè Menconi, Biselli e Gianluca Sordo, e alla fine fu proprio quest’ultimo, che sulla carta aveva meno doti tecniche rispetto agli altri, a esplodere e fare una carriera super, perché a fare la differenza sono sempre l’applicazione, la tenacia, il carattere (e la fortuna, ovviamente). E il carattere, come detto, Pigoni lo sapeva trasmettere. Come i fondamentali del calcio, il tiro, lo stop, il colpo di testa. Di sicuro, ha contribuito alla formazione di un bambino prodigio come Federisco Bernardeschi, che da piccolo era al Bagno Principe, e Pigoni vedendolo con quel mancino fatato ha subito capito che bisognava insistere su di lui, migliorare e affinare il modo di calciare già da bambino. Su su, dall’Empoli alla Fiorentina e ora alla Juve, Pigoni ci aveva visto bene.

Amico di molti mister del calcio, come il tecnico azzurro Silvio Baldini, o di personaggi da sempre legati al calcio, come Mino Bordigoni, Pigoni lascia il figlio Massimiliano, la sorella Gina (che gestisce un ristorante in Sicilia), i nipoti Francesca e Carlo. Il lavoro? Era stato dipendente delle Poste, ma anche bagnino. Certamente la sua passione era il pallone. Spesso, prima che la malattia si aggravasse, era facile incontrarlo in fondo a via Roma: a raccontare qualcuno degli innumerevoli aneddoti che aveva sul calcio. Quello vero.

I funerali di Eugenio Pigoni si terrano martedì pomeriggio, 27 ottobre, alle 16,30 alla chiesa parrocchiale della Sacra Famiglia di Marina di Carrara. I familiari ci tengono a ringraziare i medici, gli infermieri e tutto lo staff dell’Hospice della Don Gnocchi per l’umanità e la professionalità che hanno messo nel seguire il loro caro congiunto in queste ultime settimane.

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