Toscana
«Basta con la guerra di slogan Dobbiamo lavorare insieme»
Per il presidente provinciale degli artigiani, Sergio Chiericoni, è il momento di creare una importante strategia su due fronti: equilibrio e valore aggiunto.
carrara
«Siamo d’accordo con i sindacati: il dibattito sul mondo del marmo non può ridursi a uno scontro fra slogan. Perché quando si parla di marmo, soprattutto a Carrara, non si fa riferimento solo alle cave: c’è tutta la filiera che scende a valle, arriva ai laboratori e alle aziende del piano. Chiudere le cave significa chiudere (o quasi) tutto questo. Ed è una cosa che non si può nemmeno pensare». A parlare è il presidente di Confartigianato Massa Carrara, Sergio Chericoni, che interviene così sul tema al centro dello scontro fra ambientalisti e imprenditori del lapideo. «Non stiamo a ripetere tutti i numeri già ben espressi dall’Associazione degli industriali. Ci limitiamo solo a ricordare che il lapideo nel comprensorio apuo-versiliese vale circa il 24% del Pil con oltre 1. 200 aziende e 5. 000 lavoratori diretti e circa 3. 000 lavoratori dell’indotto. Ogni anno dal marmo arrivano ai lavoratori del settore circa 145-150 milioni e oltre 630 milioni di euro vanno ai vari fornitori e lavoratori del settore marmo’. Mettiamoci poi i milioni di euro che finiscono nelle casse dei Comuni, di cui solo 27 a Carrara. Ed è certamente vero che oggi si scava meglio, con più controlli da tutti gli enti preposti. Ma non possiamo neppure nascondere la polvere sotto il tappeto perché è evidente che non è tutto oro ciò che luccica: ci sono certamente problemi ambientali da affrontare, dalla gestione della marmettola all’attento rispetto delle prescrizioni che accompagnano ogni piano di escavazione. Così come bisogna migliorare la sicurezza e potenziare le garanzie per i lavoratori. Bisogna trovare strategie che migliorino la ridistribuzione della ricchezza». Per il presidente di Confartigianato si deve lavorare su due fronti: equilibrio e valore aggiunto. «Trovare il punto di equilibrio economico e sociale per una corretta gestione di una risorsa preziosissima e irripetibile. Escavazione, certo, perché da lì si parte. Ma per noi la gestione della risorsa deve arrivare fino all’ultimo passaggio della lavorazione. Perché è solo con il valore aggiunto della trasformazione della materia prima che si può ridistribuire ricchezza e generare lavoro, peraltro di qualità: maestranze, scalpellini, artisti, laboratori, segherie». Un percorso che per Chericoni deve essere collaborativo, da costruire in sinergia utilizzando come punto di partenza la più recente normativa regionale. Oltre gli slogan e gli scontri ideologici: «un tavolo di confronto permanente per andare in una direzione condivisa: convegni, incontri, documenti programmatici sul marmo e sulla sua filiera che potremmo iniziare a fare proprio nei grandi spazi di Carrara Fiere, palcoscenico internazionale per il lapideo». –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
