Gioco
Aggredisce i carabinieri e tira una pietra contro la pattuglia: 19enne in carcere
Carrara, il giovane era indagato per le violenze alla movida e non doveva uscire di casa la sera. Se l’è presa anche con la madre
CARRARA. Il suo nome compare fra i 16 indagati per la notte di “mala movida” di fine agosto. Quella notte folle in cui insieme ad alcuni ragazzi, uno di loro minorenni, si scagliò contro i poliziotti che stavano facendo controlli di routine nel quadrilatero dei locali. Questo 19enne doveva quindi rimanere in casa la sera, come in una sorta di regime di arresti domiciliari. Ma lo scorso weekend le cose sono andate molto diversamente: il giovane si è reso protagonista di due fatti distinti, sempre a danno delle forze dell’ordine. Questa volta la divisa oltraggiata è stata quella dei carabinieri. Per lui ieri, dopo il processo per direttissima, si sono aperte le porte del carcere. Il giovane è risultato positivo ai test che hanno evidenziato la presenza di stupefacenti nel sangue 15 volte superiore al limite consentito.
I fatti
I fatti sono finiti in un fascicolo che, davanti al giudice, ha stabilito che per il 19enne si aprissero le porte del carcere. Ma procediamo con ordine. Il 19enne venerdì scorso si era presentato in caserma e, anche in quella circostanza, aveva inveito contro i Carabinieri: aveva cominciato a urlare in strada, insulti, minacce.
Un atteggiamento fuori controllo. I carabinieri avevano dovuto chiedere l’intervento del 118 per portarlo al pronto soccorso, dove le analisi cliniche avevano accertato un tasso di sostanze stupefacenti nelle urine di molto superiore (quindici volte da quello che è emerso in tribunale) al limite minimo che fa scattare la positività.
Ma subito dopo questo c’è un altro episodio davvero a poche ore di distanza che ha visto protagonista il giovane.
Domenica scorsa i carabinieri sono dovuti intervenire a seguito di una chiamata giunta sul 112 da parte della madre dello stesso ragazzo, che ha chiesto un intervento urgente in quanto il figlio stava litigando animatamente con il padre e con i fratelli.
Quando i militari (un equipaggio del Radiomobile e una pattuglia della Stazione di Carrara) sono giunti presso l’abitazione hanno visto il 19enne che camminava con una grossa pietra in mano. Accortosi della presenza degli uomini dell’Arma, il giovane ha cominciato ad imprecare e senza pensarci due volte ha lanciato il sasso contro il mezzo militare, fortunatamente senza andare a segno grazie anche alla prontezza di riflessi del carabiniere alla guida, che ha accostato appena ha intuito cosa il giovane stava per fare.
Scesi di corsa dall’autoradio, i Carabinieri sono riusciti a bloccare il 19enne mentre stava raccogliendo lo stesso sasso, evidentemente per provare di nuovo a colpirli.
Il giovane poi ha dato in escandescenze in preda a uno stato d’agitazione, colpendo i militari che quel punto lo hanno arrestato per “resistenza a pubblico ufficiale e lesioni”.
L’atteggiamento è proseguito anche quando a bordo dell’autoradio è stato accompagnato in caserma. Nella tasca della felpa, gli è stato trovato un altro sasso, più piccolo di quello che aveva lanciato contro i militari dell’Arma. Al termine dell’intervento di ieri pomeriggio, dopo aver sentito anche il padre, che ha raccontato il comportamento aggressivo tenuto in famiglia dal 19enne, i militari hanno arrestato il giovane.
In tribunale
Dopo la convalida dell’arresto che si è tenuta questa mattina, il processo è stato rinviato a metà novembre per richiesta dei termini a difesa. Per il giovane, che in Tribunale si è rifiutato di rispondere alle domande del Giudice, è stata disposta la custodia cautelare in carcere. Il giovane durante l’udienza di convalida non ha proferito parola, non ha risposto alle domande del giudice.
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