L’arte di Nicolai di riciclo e scarti
L’architetto ha inventato l’associazione marmo-plastica Così i materiali inquinanti diventano “nobili” in scultura
carrara
Il concetto è semplice: nobilitare un materiale inquinante come la plastica proprio come fecero con il marmo i grandi della scultura classica come Policleto, Prassitele o Fidia. Questa la filosofia che governa l'opera dell'architetto e scultore apuano Paolo Nicolai, che reinterpreta l'arte dei classici utilizzando plastica riciclata, scarti di lavorazione del marmo e altri materiali inquinanti. Nicolai riesce a fonderli insieme dando vita a cromatiche e suggestive figure di un antico e fastoso passato artistico. Non a caso ieri è uscito un servizio fotografico su Sportweek, il settimanale di approfondimento della Gazzetta dello Sport, dove sei opere di Nicolai sono ritratte a fianco di altrettanti modelli di scarpe fatte di materiali di riciclo e messe sul mercato da brand impegnati nella salvaguardia del pianeta. Parliamo di Prada, Fwd, Stellamccartney, Geox, Adidas e Puma. Insomma, opere che combinano l'arte con l'esigenza del riciclo ma che soprattutto piacciono, non a caso il suo Laocoonte è stato segnalato come finalista della categoria "Industrial Design" al Ro Plastic Prize 2020 nel museo nazionale scienza e tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. Senza contare che Nicolai è considerato un vero e proprio talento emergente. Lo dimostra la collezione in esclusiva esposta nella galleria "Il Forte Arte" di Patrizia Grigolini, una delle più importanti di Forte dei Marmi. L'idea i associare la plastica al marmo del futuro nasce durante il lockdown, come spiega lo stesso artista: "le opere le ho realizzate tutte nel 2020 utilizzando resina impastata con plastica riciclata, e in alcuni casi unendo altri materiali di risulta. Ho iniziato facendo dei vassoi e degli svuota tasche, ma nessuno li considerava. Poi durante il locdown mi è venuto in mente di realizzare qualcosa di classico come i monumenti dell'antichità, perchè la plastica proprio come il marmo non ce la leveremo mai di torno, ci sopravvivrà come il marmo, ma con queste forme viene nobilitata". Insomma, una nuova vita che passa attraverso l'arte: "queste sono opere di circa sessanta centimetri - prosegue Nicolai - e si ispirano all'arte del passato come per esempio il sileno, il Laocoonte o l'Apollo del Belvedere di Roma. Adesso mi sto dedicando a realizzare opere più grandi, ma sempre di natura classica ellenistica". perchè come aveva detto l'artista in occasione della recente edizione di White Carrara Downtown 2020: "immagino le mie opere logorate in un tempo immaginario, reperti di ritrovamenti futuri, un’archeologia post moderna in cui la plastica, con la sua persistenza millenaria, lascia un segno indelebile. Frammenti corrotti di un mondo perduto di perfezione artistica". Piccoli capolavori ritratti da Sportweek come l'Athena in Atarassia monocromatica (realizzata con giocattoli abbandonati o smarriti, scarti della lavorazione del marmo, flaconi per detersivi e tubo pneumatico elicoidale, accoppiata al modello "Pneumatici" di Prada e realizzato con materiali plastici recuperati negli oceani. O come L'Apollo in Atarassia policroma realizzato con sabbia di mare, stoviglie monouso, frammenti di marmo, balani da scoglio e stoppa, associato alla sneakers con tomai di Geox realizzata usando bottiglie di plastica riciclata. — Alessandra Poggi
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