Il Tirreno

«La lotta di Liberazione, un esempio anche per l’oggi»

Ivan Zambelli
«La lotta di Liberazione, un esempio anche per l’oggi»

La commemorazione pe r il 76° anniversario della strage delle fosse del frigido, oratore ufficiale Valdo Spini 

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Ieri mattina si è tenuta la commemorazione per il 76° anniversario della strage delle Fosse del Frigido, «uno dei tanti massacri ai danni di una popolazione martirizzata dal tedeschi e dai loro alleati fascisti», come ricorda l’oratore ufficiale, l’Onorevole Valdo Spini.

Era il 16 settembre del 1944: le forze di occupazione naziste, visto il repentino avanzare delle truppe alleate, decisero di liquidare sbrigativamente i detenuti nel castello Malaspina, convertito a prigione, già vessati dal sovraffollamento e dall’insufficienza di cibo ed acqua. Fu così che nelle prime ore del mattino 159 prigionieri vennero caricati su dei camion, ed in tutta fretta trasportati lungo il fiume Frigido vicino alla chiesa di San Sebastiano, dove vennero prima allineati dentro tre fosse causate dai bombardamenti per poi essere massacrati.

Tra questi vi erano prigionieri politici, provenienti dalle colonie o da territori occupati durante la guerra, come Libia, Albania, Grecia, ma soprattutto c’erano civili da tutta Italia, persone colpevoli di reati riconducibili allo stato di guerra; ad esempio una madre di Zeri, “colpevole” di aver macellato un maiale senza pagare dazio, oppure preti e frati, colpevoli anche loro di aver dati asilo ad ebrei o partigiani.

La strage delle Fosse del Frigido avvenne lo stesso giorno di un altro eccidio, quello di Bergiola Foscalina, come ricorda nel suo omaggio il presidente della Provincia di Massa-Carrara Gianni Lorenzetti: «Alle Fosse come a Bergiola lo specifico compito delle SS era quello di lasciare un deserto nella ritirata, azzerando la volontà delle persone».

Dato il difficile momento, non potevano mancare richiami all’emergenza sanitaria: «Oggi -prosegue il presidente- non è facile essere qui, viste le tante preoccupazioni. Ma in questo contesto la commemorazione assume un significato più grande, e bisogna riflettere su quelle persone che hanno fatto sì che oggi abbiamo queste libertà e questi diritti, come quello alla salute».

Lorenzetti ha poi concluso rivolgendo un appello alla direttrice della della Casa di Reclusione di Massa Maria Cristina Bigi, poi accolto: «Vorrei che la comunità carceraria adottasse questo posto, ricco di significato, trasformandolo in un simbolo di redenzione per chi ha sbagliato ma che vuole redimersi».

Nel corso della sua orazione l’Onorevole Spini ha elogiato il vigore con cui la provincia ha partecipato alla lotta di Liberazione: «Può sembrare fuori tema ricordare questi fatti mentre l’Italia è preoccupata per la sicurezza sanitaria e per le conseguenze economiche; ma non lo è. Se guardiamo al comportamento di quelle generazioni, che hanno vissuto quegli avvenimenti e che hanno saputo affrontare quelle terribili prove e successivamente ricostruire un paese distrutto, dobbiamo trovare la forza morale e civile per affrontare oggi i necessari sacrifici e preparare l'indispensabile ripresa». —



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