Il Tirreno

crollo del ponte di albiano magra 

Slitta ancora la decisione sulle rampe dell’autostrada

Gianluca Uberti/
Slitta ancora la decisione sulle rampe dell’autostrada

Il Consiglio superiore dei Lavori pubblici non scioglie le sue riserve sulla pericolosità dell’innesto nella A15 e il comitato SalvAlbiano promette «azioni meno educate»

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Non c’è stato nemmeno ieri l’atteso pronunciamento del Consiglio superiore dei lavori pubblici sulle tanto discusse rampe autostradali sulla A15 ad Albiano Magra, da dove ci vuole molto più tempo per raggiungere Aulla dopo il crollo del ponte 6 mesi e mezzo fa.

Tanta gente ad Albiano e dintorni, infatti, attende di sapere quando potranno partire i lavori per le rampe, che potrebbero togliere dal semi isolamento la più popolosa frazione aullese in attesa che venga costruito il ponte definitivo. Oggi è prevista una nuova riunione dell’organo del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, alla quale il Comune di Aulla ha ottenuto di partecipare, in modalità telematica, in rappresentanza degli enti territoriali (comprese Regione Toscana, Unione di Comuni Montana della Lunigiana e Provincia di Massa Carrara), ma, a quanto pare, il pronunciamento sulle rampe arriverà soltanto nella giornata di giovedì 29 ottobre.

Una ennesima doccia fredda, quindi, per la comunità di Albiano Magra, vessata da disagi giornalieri che picchiano sempre più duro. Inevitabilmente crescono rabbia ed insofferenza, e di questi sentimenti si fa interprete il comitato SalvAlbiano, che aveva raccolto ben 3mila firme a sostegno della soluzione rappresentata dalle rampe.

«Noi come comitato, i cittadini e le associazioni – a parlare a nome di SalvAlbiano è Barbara Ferrari – siamo veramente preoccupati per come si sta evolvendo la vicenda. Ieri doveva esserci il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, un parere che slitta già da parecchi giorni e che è stato nuovamente rimandato. Questo passare del tempo insinua in tutti noi la seria preoccupazione che non ci sia la volontà di costruirci una viabilità alternativa, che, peraltro, ci era stata promessa nell’immediatezza e che doveva essere costruita ancor prima che iniziassero le scuole, quindi ad agosto doveva essere terminata. Ad oggi, invece, non c’è ancora nulla, non c’è ancora nemmeno l’ok del Consiglio superiore dei lavori pubblici, che, a questo punto, crediamo che creerà delle ulteriori prescrizioni. Quindi, ci domandiamo: chi sta osteggiando questo progetto? Perché noi cittadini siamo stati educati e abbiamo creduto nelle istituzioni, abbiamo aspettato, ma ci pare che nessuno sia intenzionato ad andare avanti con questo progetto. Forse è stato creato un progetto enorme proprio affinché potesse essere bloccato e osteggiato più volte? Non lo sappiamo. Sicuramente gli attori di tutto questo sono Anas, Salt e Ministero, con il sottosegretario Traversi che aveva promesso una soluzione veloce, ma non abbiamo più avuto notizie. Per quanto riguarda, invece, il ponte definitivo, pare che a novembre – prosegue Barbara Ferrari – ci sia una Conferenza dei servizi, ma anche la rimozione delle macerie del vecchio ponte pare che abbia delle prescrizioni dalla Magistratura e che queste verranno rimosse solo in parte. Ebbene, noi cittadini non ce la facciamo più»

E ancora: «Le nostre emergenze, in primis per il soccorso, gli scolari, i lavoratori e le partite IVA, sono le stesse dell'8 aprile e lo saranno per i prossimi mesi- continua Barbara Ferrari- Qui lo spettro della chiusura delle attività è imminente. Se non verranno soluzioni in tempi brevi, sicuramente prenderemo delle decisioni meno educate. Questo non soltanto per noi, tutta la Val di Vara sta soffrendo, quindi piccole e medie imprese e lavoratori, quei 30mila automobilisti che tutti i giorni passavano da qui e, ad oggi, sono in serissima difficoltà» aggiunge la rappresentante del comitato SalvAlbiano, la quale sottolinea che verrà di nuovo chiesto un incontro con l’Anas: «Ancora oggi siamo in attesa di essere convocati e chiederemo un incontro anche con la Salt e il Prefetto, che si deve fare carico delle nostre difficoltà, ma nessuno ci ascolta». —



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