Il Tirreno

il mercato a marina 

Gli ambulanti in coro: «Paura e pochi soldi, mai andata così male»

Alessandra poggi
Gli ambulanti in coro: «Paura e pochi soldi, mai andata così male»

Un giro fra le bancarelle sentendo la voce degli operatori «Le misure di sicurezza ci sono ma la gente ha paura e spesso non si avvicina alla merce» 

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carrara

Le misure anti contagio frenano lo shopping del giovedì mattina, il giorno del mercato settimanale di Marina per intenderci. Mancano le occasioni per sfoggiare scarpe o abiti nuovi, ma soprattutto c'è anche il timore di nuovo lockdown e la gente non spende. A sostenere questa tesi sono gli ambulanti, che in coro dicono: "non è mai andata così male". Qualcuno a vederla meno nera ci prova, come per esempio Mauro Sforza del banco di maglieria di via Venezia: "va rispettata la paura delle persone - dice - ma noi piccoli dovevamo ricominciare a lavorare e per fortuna qualcosa si sta muovendo. Le persone vengono con molta prudenza ma ho notato che si sentono più sicure nei mercati piccoli, si sentono più tranquille nel respirare. Noi ambulanti siamo stati bravi e mettendo in campo tutte le misure di sicurezza allentiamo la paura". E che qualcosa freni nell'afflusso e nell'acquisto ce lo conferma Egisto del Giudice, titolare di un banco di casalinghi made in Italy dal 1979: "le cose vanno male per noi ambulanti ma più in generale - spiega - perchè la gente ha paura, è spaventata. la situazione è complicata e con il Covid c'è stato un grande calo. Un periodo così brutto non c'è mai stato, figuriamoci a Marina, che da sempre è un ottimo mercato. Già prima il lavoro era calato ed era diminuita la qualità della merce, ma così mai. Una volta era tutta merce italiana, oggi ne trovi poca e se la trovi la paghi di più perchè è di qualità. Con la paura di una nuova chiusura la gente preferisce scegliere cose scadenti ma a buon mercato. Per fortuna faccio il lavoro più bello del mondo, lavoro all'aria aperta e un po' mi consola". Di paura di spendere in vista di un nuovo lockdown parla anche Carla Lorieri, lei e il marito vendono intimo di marca dal 1972: "se qualcuno aveva intenzione di farci morire - esordisce - sia di salute sia a livello economico, ci sono riusciti alla perfezione. Tutto è fermo, bloccato. Stamani un paio di clienti mi hanno detto che stanno andando in depressione per tutta la situazione che stiamo vivendo. Le persone si stanno tenendo i soldi da parte per le esigenze primarie, temono una nuova chiusura e la mancanza dello stipendio. La crisi era già cominciata nel 2008 ma dopo il Covid è diventata insostenibile". Chiudiamo con la condivisibile visione di Paolo Tedeschi del banco di calzature in fondo a via Venezia: "questo è un momento difficile e se qualcuno ha cento euro in tasca non li spende in abbigliamento ma se li lascia da parte. C'è il timore di un nuovo lockdown e i soldi la gente li lascia per mangiare. Sul consumo ridotto influisce molto anche il fatto che non si esce, non ci sono feste, matrimoni, compleanni dove poter sfoggiare l'abitino o le scarpe nuove. Questo è uno dei mercati più sicuri e misurano anche la temperatura, a parte gli assembramenti che si creano nei banchi con merce a uno o due euro, dove non ci sono distanze e neppure gel disinfettanti. Alla Spezia dopo tante promosse il mercato è una bolgia. Noi per far sentire i clienti a nostro agio abbiamo anche investito acquistando i gambaletti usa e getta. Nonostante tutto il vantaggio del mercato è che si svolge all'aria aperta, io - conclude scherzando - è dal 1981 che sono in mezzo alla strada". —



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