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Mercato alla Prada ad Avenza, più sorrisi che "mugugni"

Alessandra Poggi
Mercato alla Prada ad Avenza, più sorrisi che "mugugni"

Alla maggior parte degli ambulanti piace la sistemazione: bene i parcheggi e gli spazi, utili in periodi Covid. Ma qualcuno aspira a tornare nel centro storico

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Qualcuno dice che la posizione è buona, altri vorrebbero tornare nel centro di Avenza, altri ancora parlano di tempi prematuri per giudicare il nuovo assetto. Sono solo alcune delle opinioni degli ambulanti del mercato settimanale del mercoledì. Mercato che ricordiamo è stato trasferito lo scorso maggio dal centro storico alla Prada, sia per la prevista apertura del cantiere sul ponte di via Giovan Pietro sia per poter rispettare le misure di sicurezza anti Covid. Un mercato che lentamente sta riscuotendo successi per la posizione, la sicurezza ma soprattutto per i numerosi parcheggi che offre la zona.

E in tempi di Covid chi entra al mercato della Prada deve farsi misurare la temperatura dagli addetti ai lavori, tenere costantemente la mascherina e rispettare tutti i protocolli. Regole su cui gli ambulanti vigilano molto scrupolosamente, come nel caso di Ilaria Giorgi e di Emanuele Giorgi del banco di frutta e verdura: «Le regole le mettiamo noi – dicono – perché si devono rispettare. Se qualcosa non va lo facciamo subito presente al cliente. A differenza di quando eravamo nel centro storico lavoriamo molto meno – puntualizza Ilaria – molte persone anziane che si servivano da noi non vengono perché c’è troppa strada e i nostri articoli sono pesanti da portare per tutto il loro tragitto. Qualche cliente viene lo stesso ma ci dice che è scomodo». Per Guido Mannini del banco di formaggi e salumi “è troppo presto per dare un giudizio. Il nuovo assetto del mercato non si può giudicare in così poco tempo, serve un periodo giusto di rodaggio. Questa zona rispetto all’altra è molto meglio, c’è più spazio, si possono rispettare le misure di sicurezza e poi ci sono i parcheggi, che sono un servizio fondamentale per il cliente. Servirebbero degli accorgimenti come accorpare tutti i banchi dell’alimentare al centro del mercato».

Buona la posizione anche per Domenico Baldini della rosticceria “da Domè”: «Come posizione è meglio di quella del centro storico – dice – c’è una maggiore distanza, c’è più spazio e ci sono i parcheggi. Da quando ci siamo trasferiti si sta cominciando a vedere un bel movimento. La clientela è molto diligente, rispettano il cordone di sicurezza o si igienizzano le mani senza doverglielo dire».

La pensa diversamente Francesco Michelucci del banco 3x2: «A mio avviso era meglio il centro storico – spiega – qui non va benissimo perché c’è meno gente. Non so se ci hanno trasferito per i lavori al ponte o per il Covid ma spero di tornare al vecchio mercato il prima possibile». E poi ci sono i commercianti fissi, quelli che da sempre si battono per il mercato alla Prada. Una di questi è Claudia Rinaldi del negozio “Claudia Pelletteria”: «Logisticamente il mercato come è adesso è stato perfetto durante il periodo Covid e post Covid perché come ho ripetuto mille volte ci sono gli spazi per garantire la sicurezza non solo delle distanze tra persone ma anche del passaggio dei mezzi di soccorso. Aver spostato il mercato significa anche aver liberato dalla congestione del traffico strade come via Giovan Pietro, via Pucciarelli e la Asl. Questo mercato è frequentato anche da persone di Luni o Caniparola che lo preferiscono a quello della Miniera, che cade lo stesso giorno, perché da noi ci sono i parcheggi. L’unica cosa è che gli ambulanti per adesso non sono ancora riusciti a toccare con mano le potenzialità della zona, vuoi per i mercati straordinari in date non centrali vuoi per le restrizioni anti contagio».

Alessandra Poggi
 

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