Il Tirreno

Massa-Carrara, caso Bugliani: un’esclusione che assomiglia tanto a uno schiaffone

Massimo Braglia
Massa-Carrara, caso Bugliani: un’esclusione che assomiglia tanto a uno schiaffone

Il commento sul mancato assessorato al consigliere regionale campione di preferenze in provincia di Massa-Carrara 

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Da Papa a Cardinale è un film già visto, e così nel giro di poche ore, la provincia di Massa-Carrara è passata da un assessore e un consigliere regionale - Roberta Crudeli, prima dei non eletti in provincia - a un consigliere delegato, che speriamo conti di più di presidente di commissione (carica di Bugliani nella passata consigliatura) ma più o meno siamo lì. Il dato politico è un altro: se c’è qualcuno da sacrificare in nome degli equilibri con i renziani o rispetto ad altri territori, quel qualcuno è di Massa-Carrara. Non abbiamo un assessore regionale strutturato da vent’anni, dai tempi di Fabrizio Geloni, a parte la parentesi di Marco Betti per uno scorcio di legislatura. Il segnale che puntuale arriva da Firenze, dopo le promesse in campagna elettorale, è sempre lo stesso: portate voti, datevi da fare, ma nella stanza dei bottoni, dove si prendono le decisioni e dove si distribuiscono i soldi, voi non ci siete. Questa volta in realtà Bugliani avrà diritto di assistere alle riunioni di giunta, un piccolo passo avanti che permetterà al campione delle preferenze apuano almeno di valutare in diretta i dossier e, sulla base della o delle deleghe che gli saranno assegnate, anche incidere su qualcosa, ma davvero la sua esclusione assomiglia a uno schiaffone al territorio e ai suoi problemi. Aspettiamo in gloria smentite clamorose, e cioé una attenzione particolare del nuovo governo regionale verso la nostra provincia, ma le premesse non sono delle migliori. Ad esempio, sembra di capire che il “posto” di Bugliani se lo sia accaparrato Stefano Ciuoffo, di Prato, neppure candidato, che a Massa-Carrara è ricordato soprattutto per il disinteresse con il quale ha gestito la disastrosa partita di Imm Carrarafiere. Il presidente di Assindustria Matteo Venturi parla anche di “Arcana imperii”, di “segreti del potere”. Non c’è dubbio che abbia ragione. Perché l’impressione è che Bugliani sia stato sacrificato anche per motivi non detti, per qualche fuoco “amico” che probabilmente non gradisce la crescita di spessore di un possibile antagonista di primo piano negli equilibri sottili del piccolo-grande potere di provincia. Piccolo mondo antico? Speriamo di no ma a pensare male... Il presidente Eugenio Giani aveva di fronte un bivio: mostrare dopo tanto, attenzione al territorio, e permettere di conseguenza a Roberta Crudeli di entrare nelle assise regionali - e sarebbe stata la prima carrarese dopo appunto i tempi di Geloni - oppure ignorare le sollecitazioni e i bisogni sui grandi temi ricordati da Confindustria, dalle bonifiche all’erosione alla portualità, lavoro, sviluppo. Massa-Carrara resta la Cenerentola. Già in maggioranza la provincia aveva votato per il centro-destra alle regionali, ma a Firenze non gliene importa granché.

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