Il Tirreno

Lunigiana, il caso 

Lo stesso gruppo fiorentino nelle Rsa colpite dal Covid-19

Libero Red Dolce

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Cos’hanno in comune villa Michelangelo e villa Angela oltre a essere due Rsa in Lunigiana? Entrambe sono diventate strutture Covid-19: la prima nei giorni scorsi, per l’aumento importante dei contagiati all’interno della struttura (risultano essere 52); la seconda lo divenne a maggio (arrivò a 47 casi), insieme ad altre due Rsa. Le affinità non sono finite: entrambe sono gestite dalla società fiorentina “Gruppo La Villa”. Che in pochi mesi si ritrova a dover fronteggiare nuovamente un’impennata dei casi all’interno di una sua struttura.

Per il sindacalista della Funzione Pubblica Cgil Alessio Menconi «è evidente che qualcosa non va. Due commissariamenti in poco tempo mi pare che denuncino una certa incapacità di gestire le cose. Perché alcune strutture, non gestite da loro, non hanno avuto contagiati? Perché sono sempre loro a trovarsi in queste condizioni?».

Sulla gestione diretta da parte dell’Asl delle strutture con il contagio fuori controllo Menconi si era già espresso in modo critico su Il Tirreno. L’accordo con Asl, come avevamo raccontato, era costato all’azienda sanitaria circa un milione di euro. Soldi scuciti per subentrare ai privati. Subentrando l’Usl riconosceva ai gestori una tariffa giornaliera di 53 euro al giorno per posto autorizzato. Questo quello che fu stabilito nell’ordinanza regionale dello scorso 8 maggio.

"Vuoto per il pieno" si dice nel gergo specialistico, cioè l’azienda pubblica paga quei soldi al privato anche se il posto letto rimane vuoto. Per Villa Angela furono stanziati 536mila euro.

«In un sistema come questo, dove il pubblico deve subentrare al privato perché ha gestito male l’emergenza, non capisco perché si debba anche pagare», contesta Menconi.

Ma c’è un altro passaggio che non convince il sindacalista. Ed è quello che riguarda il passaggio dei pazienti negativi presenti a villa Michelangelo nella struttura di villa Angela. Che in questo caso diventerebbe una struttrua “covid free”.

«Gli ospiti di villa Michelangelo sono stati portati a villa Angela. Tutto bene fin qui. Il problema è che ci sono due ospiti della Rsa che escono ed entrano da quel nucleo: cosa succede se qualcuno degli ospiti arrivati dalla Michelangelo risultasse positivo nei prossimi giorni? Ricordo che c’è un lasso di tempo per l’incubazione del virus. Ecco, se per caso succedesse che qualcuno risultasse positivo sarebbe un disastro. Poi magari i negativi sono negativi davvero, per carità. Ma credo ci voglia più attenzione nel gestire queste cose».

E conclude: «la scorsa volta le Rsa possiamo dire che siano state prese alla sprovvista. Ora c’è stato il tempo di fare percorsi, formare il personale e prepararsi a gestire questa cosa. Eppure mi pare che ci sia chi si prende ancora rischi». —

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