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Alberghiero, apre il convitto ma i posti letto non bastano

ivan zambelli
Alberghiero, apre il convitto ma i posti letto non bastano

Gli studenti fuori sede alloggiati all’hotel Scandinavia costretti a fare i turni Infuriati i genitori che accusano la scuola di omissioni, ritardi e poca trasparenza

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massa

Apre, finalmente, il convitto per gli studenti fuori sede dell’Alberghiero: sarà l’hotel “Scandinavia” di Marina di Massa, che però garantisce solo 63 posti letto su 86 richiesti. 23 posti in meno, cioè. E per l’istituto Minuto i problemi continuano.

“Posti in convitto carenti, turnazioni che creano una didattica a singhiozzo, comunicazioni tardive, poca trasparenza e coinvolgimento da parte della scuola”. Questo lo stato di cose dell’istituto secondo 73 famiglie che hanno scritto una lettera al dirigente scolastico, al presidente della Provincia, al prefetto, all’ufficio scolastico, per lamentare l’insufficienza della soluzione e chiedere correzioni.

L’istituto alberghiero è un’eccellenza del nostro territorio, in grado di attrarre studenti da tutta la Toscana. Per chi viene da fuori, la scuola mette a disposizione un convitto, che però quest'anno, con la pandemia, si è rivelato inadatto. Le richieste per un alloggio tuttavia non si sono interrotte: sono 86, fatte da studenti provenienti da Pisa, da La Spezia, persino dall’isola d’Elba e dal Giglio. Insomma, un posto andava trovato. Finalmente, dopo una trattativa saltata a fine agosto, la provincia di Massa-Carrara ad inizio settembre ha individuato l’hotel Scandinavia, che però non ha posti a sufficienza. Per risolvere questa situazione, la scuola ha deciso fare dei turni; ogni 15 giorni qualche ragazzo dovrà tornare a casa. Ciò ha indignato la maggioranza dei genitori coinvolti, che ritengono inadeguate le tempistiche e le scelte messe in campo.

Il convitto secondo i genitori, doveva partire come da regolamento il primo di ottobre, e non il 19; i loro figli hanno perso quasi venti giorni di scuola, in gran parte non recuperabili. A più riprese, i posti letto si sono ridotti: «Il 17 settembre il presidente della Provincia assicurava 75 posti, ma il 4 ottobre sono diventati 63».

I genitori si sono visti poi quasi costretti ad accettare le turnazioni, onde evitare che 20 studenti perdessero l’anno, vista l’impossibilità di cambiare istituto a scuola avviata. Per i genitori, la principale accusata per questa condizione è la scuola stessa, colpevole di «omissioni, ritardi e poca trasparenza» ed il precedente dirigente scolastico, che ha rassegnato le dimissioni a metà settembre, dimostrando, a loro dire, «poca professionalità nel lasciare la scuola a se stessa e senza riguardo per 85 ragazzi».

Ad oggi, i ragazzi dell’Alberghiero sono finalmente entrati in convitto, ma le preoccupazioni dei genitori non sono finite, come racconta Alessandra Veronese: «Solo venerdì sera è arrivata la comunicazione sull’avvio del convitto, ed in tutta fretta ci siamo dovuti organizzare. L'orario però si riferisce solo a questa settimana, non sappiamo quali saranno i turni per quelle a seguire. La situazione è complicata. Fino all’ultimo abbiamo saputo le cose solo indirettamente, senza essere coinvolti». Per Veronese la turnazione è paradossale: «I turni creeranno molti disagi, specie per i ragazzi dell’ultimo anno che dovranno fare l’esame di stato. Salteranno i laboratori, e saranno difficilmente recuperabili. Ma anche per le famiglie, perché gli spostamenti, se qualcuno è disposto a fare il pendolare, costano. Da Pisa sono 11 euro al giorno».

Per tutta questa serie di motivi, i genitori avanzano tre e richieste: che si garantisca agli studenti maggiorenni un alloggio fuori dal convitto, così da poter frequentare i laboratori; di attivare la didattica a distanza per quei ragazzi che non possono fare i pendolari, come quelli delle isole; che si riconsideri il numero degli alloggi, così da tornare ai 75 assicurati dalla Provincia. —

ivan zambelli



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