Gioco
Rischio occupazione al porto «Ci vuole un tavolo nazionale»
Nonostante il ruolo centrale che riveste lo scalo di Marina di Carrara la Cgil sostiene sia necessario attrarre nuovi traffici
carrara
«C’è il rischio, nel porto di Marina di Carrara, di andare incontro all’ennesima crisi occupazionale per il nostro territorio». Il grido d’allarme, l’ennesimo, è lanciato da Enrico Manfredi, segretario generale della Filt Cgil Massa Carrara.
«Nonostante il ruolo centrale che riveste lo scalo portuale per la nostra provincia- continua la Cgil- e l’ingresso di nuovi terminalisti con conseguente aumento dei traffici negli ultimi anni, la compagnia portuale rischia di andare incontro alla chiusura. La Co.se.port. - spiega sempre Manfredi entrando nello specifico- è la sola compagnia autorizzata tramite articolo 17 della legge 84/94 a prestare mano d’opera alle imprese terminaliste durante i picchi di lavoro ma da diversi anni ormai le chiamate si stanno sempre più riducendo mentre i costi di gestione rimangono. A seguito di diversi incontri con l’Adsp si è proceduto all’avvio di corsi di formazione per il personale in modo da adeguare le competenze alle nuove mansioni che i traffici attuali richiedono ma per scongiurare la perdita di posti di lavoro serve altro. Abbiamo bisogno di sinergia tra tutti gli attori in campo per attrarre nuovi traffici ad alto valore aggiunto; istituzioni autorità di sistema portuale e imprese terminaliste devono fare il massimo per potenziare il porto e di conseguenza la compagnia». E ancora: «Serve con urgenza un nuovo piano regolatore portuale (quello attuale è del 1981) per poter finalmente fare investimenti atti a rilanciare l’economia di tutta la provincia. È necessario liberare spazi per le imprese che portano traffici in grado di alzare l’occupazione e il lavoro portuale. Portare a compimento il progetto di costruzione dei moduli di projet cargo all’interno del porto, oltre a creare nuovi posti di lavoro, potrebbe essere d’aiuto anche per la compagnia portuale. Chiediamo a gran voce- conclude la Cgil- che tutti, sia livello locale che nazionale, facciano il meglio per scongiurare l’ennesima emorragia di posti di lavoro e che venga aperto un tavolo in grado di prendere decisioni prima che sia troppo tardi». —
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