Il Tirreno

processo corini 

La telefonata alla madre «Non toccare il testamento»

a.v.
La telefonata alla madre «Non toccare il testamento»

I consulenti della difesa hanno parlato per otto ore: “Non ci fu circonvenzione, Marco non aveva il carattere da farsi manipolare”

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carrara

La telefonata alla madre: non impugnare il testamento, ho pensato a tutti.

L’attesa del notaio: che sarebbe dovuto arrivare il giorno in cui purtroppo è avvenuta la sua morte.

Il carattere istrionico e narcisista - così definito dai consulenti - che lo avrebbe reso immune da “circonvenzione”.

Sono questi alcuni degli elementi emersi dalle otto ore di deposizione, in corte di Assise, dei consulenti della difesa Feliciani, i professori Sartori e Pietrini. L’udienza è quella del processo Corini che, per la morte del noto avvocato spezzino, vede sul banco degli imputati con l’accusa di omicidio la sorella Marzia e con quella di circonvenzione di incapace la collega Giulia Feliciani.

I consulenti dovevano riferire (continueranno a faerlo nel’udienza del 2 novembre) sulla circostanza se marco era circonvenibile

Da quello che è emerso in udienza la risposta è stata che Corini non era circonvenibile e suggestionabile da terzi un base ad una serie di elementi che hanno passato in rassegna ed approfondito

Uno su tutti la registrazione della telefonata fatta tre giorni prima di morire in cui Marco con voce sofferente ma lucido implora la madre di non impugnare perché doveva rispettare le sue volontà. Dice testuale che aveva pensato a tutti (tutti quelli indicati nel testamento del 18 settembre).

I professori hanno sostenuto che quel dialogo è la prova regina dell'espressione di coerenza del Corini e del fatto che aveva conservato appieno le sue capacità cognitive

Sempre in udienza è stato sottolineato che la fidanzata di Marco Corini non ha mai detto che nel testamento del 18 quelle non erano le volontà di lui stesso.

Un altro profilo che esclude la circonvenzione - sempre secondo i professori - è proprio il profilo caratteriale del Corini lo hanno definito “narcisista istrionico volubile e manipolatore”.

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