Gioco
Il belvedere sul Magra intitolato alla canzone “Smisurata preghiera”
AULLA
C’è il nuovo argine sulla sponda sinistra del fiume Magra, prossimo ad essere terminato, che svetta altissimo su viale Lunigiana. Assolve egregiamente al compito di proteggere Aulla da future piene, ma è un pugno nell'occhio dal punto di vista visivo. Però, uno squarcio di bellezza si apre alla confluenza fra il fiume Magra e il torrente Aulella, dove è nato il belvedere al posto delle vecchie scuole medie, poi demolite a seguito dell’alluvione del 25 ottobre 2011.
E la storia del belvedere si intreccia a quella del Premio Lunezia. Infatti, il belvedere è stato intitolato alla canzone “Smisurata preghiera” di Fabrizio De Andrè, che vinse la prima edizione del Premio Lunezia nel 1996. «Il primo indirizzo civico d’Italia – scrive il patron del Premio Lunezia, Stefano De Martino, sulla propria pagina Facebook – intitolato a una canzone (proposto dal Premio Lunezia) “scomoda” il Ministero della cultura. Un grande onore per Aulla e per noi». Infatti, il ministero per i Beni e le attività culturali ha inviato una lettera, pubblicata da De Martino su Facebook, al sindaco Roberto Valettini, in merito all’intitolazione del belvedere come piazza “Smisurata preghiera”. Una lettera in cui si sottolinea che ci sono “parole e note in grado di suscitare emozioni, di affabulare e colpire, di esprimere l’intensità e le contraddizioni che albergano nell’animo di ciascuno di noi. Canzoni d’autore alle quali va riconosciuta, senza snobismi accademici, la dignità intellettuale e culturale che meritano. Opere d’arte che hanno saputo esprimere lo spirito del tempo e, a volte, lo hanno anticipato. L’intestazione di una piazza a “Smisurata preghiera”, nel 25° del Premio Lunezia, che debuttò proprio con la vittoria della canzone di De Andrè, rappresenta un ulteriore prezioso segnale in questa direzione”.
Comprensibile la soddisfazione di Valettini per questo attestato del Ministero: «Fa immensamente piacere, sia a me personalmente che alla città, questo riconoscimento perché dimostra che il fatto che vi siano problemi concreti, non significa non potere gioire di una attenzione culturale dai massimi livelli dello Stato italiano». —
Gianluca Uberti
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