Il Tirreno

Massa

Assembramenti sotto controllo: «Meglio tornare subito a casa»

Manuela D’Angelo
Assembramenti sotto controllo: «Meglio tornare subito a casa»

Non ci si intrattiene più con i compagni all’uscita delle scuole, e alle fermate dei bus pochi alunni e qualche momento di calca

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La giornata di ieri è stata strana e particolare: come un preludio di lockdown. Il nuovo Dpcm ha fatto la sua parte, scoraggiando un po’ la popolazione massese. Poca gente per strada, poca voglia di uscire, bar vuoti per la prima volta dopo mesi e ragazzi frettolosi di tornare a casa dopo la scuola.

L’uscita da scuola è sempre stato un momento di spensieratezza, l’occasione per vedere gli amici di altre classi, per confrontarsi, chiacchierare, darsi un bacio. La sensazione avuta ieri mattina, all’uscita dai due grandi licei della città, il classico Pellegrino Rossi e lo scientifico Enrico Fermi, è che quei tempi siano momentaneamente sospesi.

Gli insegnanti pare abbiano fatto un buon lavoro: «Ci hanno chiesto di rispettare le regole- racconta una ragazza all’uscita dal Rossi- Dobbiamo uscire una classe alla volta, scaglionati di qualche minuto, per evitare di incrociarci nei corridoi. E all’uscita non possiamo sostare davanti all’ingresso. Dobbiamo subito andare a casa». E così fanno: gli spazi fuori dal liceo classico non sono ampi, quindi durante l’uscita da scuola c’è un attimo di “ingorgo”, il tempo di capire da che parte andare, dove abbiano parcheggiato il motorino e in pochi attimi fuori dal liceo non c’è più nessuno. Chi si dirige verso gli autobus, chi sale in macchina di un genitore.

La situazione sembra sotto controllo. Alla fermata dei bus poco cambia. Non c’è molta gente, e una anziana racconta: «È strano, di solito alle 13,30 c’erano più ragazzi ad aspettare l’autobus. Invece ne vedo pochi». Una adolescente seduta per terra sul suo zaino ci spiega come funziona da quando gli autobus hanno ricominciato a circolare: «C’è un numero preciso di persone che può salire a bordo. E se è pieno non ti fanno salire. A me però è capitato soltanto una volta di dover aspettare l’autobus successivo da quando è ricominciata la scuola». Anche nel caso della fermata dei bus si è verificato un momento in cui, per salire e avvicinarsi alle pensiline, si è creato un piccolo assembramento, ma non voluto.

È un’ora dopo l’uscita per i ragazzi del liceo scientifico Enrico Fermi di Massa, alle 14. E forse anche questi spostamenti di orario tra licei, hanno permesso agli studenti di non riversarsi per strada tutti insieme. Gli alunni del Fermi sono più numerosi, escono a gruppi. Anche loro confermano che gli insegnanti gli hanno chiesto di non fermarsi fuori e di non creare assembramenti, ma di “disperdersi” il prima possibile. Hanno tutti la mascherina.

«Di solito prendo l’autobus per tornare a casa- racconta un ragazzo- ma oggi i miei genitori mi hanno detto che sarebbero venuti a prendermi, per evitarmi un viaggio con troppa gente». Una versione confermata anche da altri studenti: «Mio padre mi aspetta all’angolo, non posso fare tardi». Insomma sembra che i genitori stiano cercando di proteggere i loro figli da possibili contagi. E anche alle 14,30 la fermata dei bus vicino alla scuola è quasi vuota. «Da quando sono ricominciate le lezioni qui a Massa gli autobus non si sono quasi mai riempiti- racconta uno studente- Comunque qui i giovani hanno sempre preferito lo scooter alla corriera».

I bar davanti alle scuole e quelli in centro storico hanno già toccato con mano una prima frenata di ingressi: «Pochissimi clienti- ci dicono- Per la prima volta ci sembra di essere tornati ai giorni prima del lockdown».

Assembramenti sotto controllo, quindi, almeno fuori dalle scuole. Ma in generale una città semi vuota per tutto il giorno, quasi fosse in attesa di capire dal sindaco di Massa cosa rimarrà aperto, se ci saranno dei mini coprifuochi, e come bisognerà comportarsi di volta in volta nell’arco della giornata. —
 

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