Toscana
Visite scaglionate ai ricoverati Castellini: «Al Noa c’era la fila»
Nuove regole all’ospedale, parla la coordinatrice di azzurro donna
Massa
I contagi aumentano e se c’è un luogo che va preservato quello è l’ospedale. Ecco quindi che cambiano le regole per l’accesso: venerdì il presidente della Regione Eugenio Giani, ha firmato un’ordinanza in base alla quale l’Asl Toscana nord ovest ha attivato in tutta la sua rete ospedaliera alcune misure per ridurre le presenze all’interno degli ospedali. Intanto i percorsi per l’accesso alle aree Covid, ai servizi dedicati alle strutture di pronto soccorso sono stati separati e viene frazionato l’accesso alle prestazioni ambulatoriali, anche per consentire il mantenimento delle distanze. Da oggi l’orario di “passo” nei reparti di degenza sarà limitato a 10 minuti, nelle fasce orarie 12.30-13.30 e 18.30-19.30 a giorni alterni, per una sola persona a paziente. Ogni ospedale definirà poi i giorni di visita.
Secondo Sonia Castellini, coordinatrice provinciale di Azzurro Donna, l’ordinanza non ha sortito l’effetto sperato e, a conferma, porta la foto di decine di persone in fila, sabato alle 12.30, avanti al Noa in attesa di far visita ad un parente ricoverato: «Una coda - spiega la Castellini - che partiva dall’ingresso del parcheggio lato mare ed arrivava all’ingresso dell’ospedale. Nei giorni scorsi Forza Italia aveva già, con Lucian Martisca, sollevato la questione assembramenti, poi la famosa ordinanza di Giani ma il giorno seguente si ripresenta il problema». Quindi la proposta: «Si creerebbero meno assembramenti se si riuscisse a rivedere l’orario di accesso. Per gli orari delle 12.30 e delle 18.30 si potrebbe pensare di creare accessi scaglionati per evitare assembramenti. Se non interveniamo subito si rischia di non riuscire più a controllare una situazione già critica, con l’arrivo delle temperature rigide non possiamo permettere che i cittadini stiano alla mercè delle intemperie e poi magari raffreddati entrino in ospedale portando anche il virus dell’influenza ad aggravare la situazione». —
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