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Erosione della costa, i repubblicani all'attacco: «Basta con lo sprecare soldi»

Erosione della costa, i repubblicani all'attacco: «Basta con lo sprecare soldi»

Gli esponenti dell’Edera ricordano il convegno e gli studi già effettuati: «Un progetto definitivo esiste, ha solo bisogno di un minimo aggiornamento»

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Massa. Il Partito Repubblicano Italiano – Sezione Giuseppe Mazzini di Massa - con una nota torna sul tema dell’erosione del litorale massese.

«A ottobre dello scorso anno - si ricorda - il Pri si era rivolto al sindaco Persiani per sollecitare l’Amministrazione Comunale di Massa a farsi parte attiva nell’affrontare, una volta per tutte, il problema dell’erosione costiera e dare finalmente una soluzione definitiva ad una questione che preoccupa non poco cittadini, turisti e categorie economiche del territorio. In tale occasione, il Pri aveva proposto di dare attuazione al progetto che l’Amministrazione Comunale di Massa aveva approvato nel 2000 e che l’Amministrazione Provinciale aveva fatto proprio nel 2004, il cui primo lotto era andato in esecuzione a partire dal 2011. Il progetto era stato presentato, riscuotendo rinnovato consenso, al convegno pubblico organizzato dal Partito Repubblicano nell’aprile 2019, alla presenza del Sindaco Persiani e dell’allora Presidente del Consiglio Regionale della Toscana, ed oggi Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani».

«Nel frattempo - si fa notare - si sono abbattute sul litorale massese alcune mareggiate che hanno provocato ulteriori danni, per contenere i quali sono stati realizzati alcuni parziali “ripascimenti” con sabbie di dragaggio prelevate dai porti di Viareggio e di Marina di Carrara. Come era purtroppo prevedibile, sono puntualmente giunte le lamentazioni dei Concessionari balneari, le esternazioni dei Paladini Apuoversiliesi contro il Porto di Marina di Carrara, ed anche i consueti incarichi per “nuovi studi” tesi a combattere l’erosione (il Comune con lo studio per la zona dal Frigido al Lavello, che esiste già! La Provincia con lo studio sulle correnti, che esiste già!). C’è stata anche una nota dell’ex assessore Ravagli contro il Ministero dell’Ambiente poiché l’Amministrazione si è accorta che la spiaggia antistante la ex Colonia Torino non è un sito inquinato da bonificare ma solo una discarica di rifiuti inerti da trattare. Ma dove era il Comune di Massa in questi 2 anni nei quali la società del Ministero dell’Ambiente ha effettuato gli studi? Che il progetto ricadesse in un’area con vincolo paesaggistico avrebbe dovuto farlo presente il Comune!».

Osserva il Pri: «Si continuano a spendere inutilmente soldi in studi già eseguiti mentre la spiaggia di Marina di Massa continua ad alimentare quella di Forte dei Marmi!». «Ci ripetiamo - aggiunge il Pri - ma il convegno era stato organizzato per presentare uno studio esaustivo, nel quale si era tenuto debito conto di tutte le situazioni e le variabili che avevano contribuito a determinare la distruzione delle nostre spiagge: assenza di sedimenti fluviali, presenza di opere portuali e mancanza di adeguate opere di difesa. Da questi studi approfonditi era scaturito un progetto di intervento globale che nasceva dall’esame e dalla valutazione critica dei lavori eseguiti nel tempo, così come dalle prove effettuate tanto su modelli matematici che tridimensionali (le prove di simulazione in vasca avevano confermato la validità delle soluzioni previste). Un progetto, dunque, che nasceva dalla rigorosa verifica di molti interventi sperimentali realizzati per testare soluzioni e materiali adeguati. Un completo e particolareggiato progetto esecutivo. Nel presentare il progetto era stato anche evidenziato come i ripascimenti eseguiti utilizzando sabbie dragate all’esterno del Porto di Marina di Carrara si fossero dimostrati inutili. Quest’anno, tali inutili e costosi lavori, sono stati nuovamente eseguiti. Era stato evidenziato come i lavori eseguiti con sabbie dragate all’esterno del porto di Viareggio si fossero anch’essi dimostrati inefficaci, se non realizzati all’interno di opere di protezione, ma anch’essi, quest’anno, sono stati fatti di nuovo».

«Infine, dal convegno era emerso che non essendo disponibile una quantità di sabbia di qualità necessaria per effettuare ripascimenti adeguati, sarebbe stato necessario adottare opere di protezione rigida a minimo impatto, e che la mancanza di sabbia consigliava l’uso di ghiaia di pezzatura minuta, sperimentato con successo in alcuni interventi. È inoltre evidente che occorre un intervento globale, con tempi e modi di esecuzione coordinati, mentre invece si continuano a ricercare costose e inefficaci soluzioni parziali. Pertanto, ci rivolgiamo nuovamente al Sindaco, ai politici locali che rivestono ruoli importanti nelle istituzioni regionali e nazionali, affinché si facciamo promotori di un cambio di passo e di determinazione nell’affrontare il problema erosione». Insomma: la soluzione è pronta «ha bisogno solo di qualche minimo aggiornamento».
 

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