Arrivano a scuola altri 29 defibrillatori per una città sicura
Saranno consegnati in 20 istituti di Massa e 9 di Montignoso «Strumenti importantissimi per il primo soccorso»
massa
Una maxi donazione porta avanti il progetto "Defibrillatori nelle scuole" iniziato un anno fa dalla EmmeEmergency Gruppo EmmeRent: si tratta di ben 29 dispositivi Dae (defibrillatori automatici esterni), 20 in istituti di Massa, i restanti a Montignoso. A fare il generoso dono è stata la cooperativa sociale Serinper, che per festeggiare il decimo anno di attività ha voluto dotare la cittadinanza di questi fondamentali strumenti.
La consegna è avvenuta ieri mattina a Palazzo Ducale, e davanti alla platea composta dai rappresentanti delle scuole, dal presidente di Serinper Alessio Zoppi, dal vicepresidente della provincia di Massa-Carrara Raffaello Gianfranceschi, dall’assessore del comune di Massa Marco Guidi, dal presidente di Croce Bianca Nino Mignani e dal direttore del 118 Roberto Vatteroni, il patron di EmmeRent Mirco Bertelloni ha indicato lo scopo di queste iniziative: «L’idea è di coprire il maggior numero di scuole con strumenti di qualità, durevoli nel tempo, alla portata di tutti. Oggi i dae nelle scuole sono 34, tra Massa e Montignoso. Per farlo, stiamo coinvolgendo aziende locali, così da ristabilire una sorta di solidarietà diffusa».
Sul progetto è intervenuto anche l’assessore Guidi: «Da circa due anni stiamo lavorando per proteggere la città ed i luoghi pubblici. Siamo partiti con l’installazione di dae nei posti più affollati, come quelli della “movida”, così da creare una rete sul territorio. Stiamo proseguendo nelle scuole, e l’idea è anche di coprire i parchi pubblici, con la speranza di rendere Massa una città sicura per tutti. Spero anche io in una “competizione” positiva nelle donazioni».
Guidi ha ribadito l’importanza dei defibrillatori automatici nei luoghi di aggregazione, ricordando un amico, Francesco, che nel corso di una partita di calcetto fu stroncato da un malore, e che forse la presenza di un dae avrebbe salvato. Ovviamente è necessario saperli utilizzare, seppur nella loro semplicità e per questo esistono numerosi corsi a cui ci si può iscrivere. La rete di dae sul territorio è utile anche per gli operatori del 118, come fa notare il direttore Vatteroni: «I defibrillatori automatici sono come un medico portatile. Sono già stati registrati casi di salvataggio da parte di “laici”, cioè civili che hanno seguito le istruzioni comunicate dal macchinario. Noi su i mezzi abbiamo tutti gli strumenti necessari, ma è importante averne anche sul posto per il primo soccorso: il tempo utile per salvare una persona da un arresto cardiaco è di circa 4 minuti».
Ma parallelamente all’aumento di dae sul territorio deve accompagnarsi un analogo incremento della cultura della prevenzione, sottolinea Marco Cerminara, presidente del comitato scientifico di Eame Academy: «Da qualche anno si sta puntando sulla formazione del primo soccorso, specie fra i giovani. Questo farà sì che sempre più persone cresceranno con questa mentalità. Questi defibrillatori sono molto semplici da utilizzare, perché appunto sono automatici; basta aprirlo e seguire le procedure che ci vengono comunicate. Il dispositivo analizzerà una serie di valori, e se sono fuori norma eseguirà la scarica. A questo punto è necessario avere delle basi di primo soccorso: dopo ogni scarica serve un massaggio cardiaco. La formazione di base permetterà di avere le capacità di far fronte a queste situazioni. Ricordo che gli arresti cardiaci interessano tutti. Ogni anno fanno circa 75.000 vittime, equivalenti a 200 al giorno. Prevenire è la nostra unica arma». —
Ivan Zambelli
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