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Massa-Carrara

Ecco “Il sacco delle Apuane” satira sul mondo del marmo

Luca Barbieri
Ecco “Il sacco delle Apuane” satira sul mondo del marmo

Legambiente lancia una serie web in tre puntate con “la Gora Production” di Matteo Procuranti e Piergiorgio De Rito. Sarà disponibile su YouTube 

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Una nuova serie web: immagini raccolte sul campo nel tempo, la musica a dialogare con le scene e un po' di stile western che aiuta il dosaggio tra satira e messaggi.

La serie, su YouTube e nei canali social, si chiama “Il sacco delle Apuane” – con la prima di tre puntate “Il monte, il blocco e il detrito” disponibile in queste ore – frutto dell'idea di Legambiente Carrara con la collaborazione per la realizzazione de “La Gora Production”. Il background è chiaro, spiegano direttamente i promotori: raccontare le tematiche che di fatto l'associazione affronta da anni sul lapideo, ma in una maniera più efficace, più semplice, per un platea più vasta. Questo non vuol dire che non ci saranno più i report, i lunghi comunicati fatti di dati e considerazioni, ma la comunicazione ai tempi dei social va ricalibrata.

E allora ecco l'idea tradotta da “La Gora Production” in una serie web, fatta di satira e musica a raccontare in episodi le tematiche consuete: detriti, occupazione, sostenibilità ambientale, rischio alluvionale, tra gli altri. «Raccontare cioè la devastazione che ha fatto di Carrara un distretto minerario. Non chiediamo la chiusura tout court, ma che le cave con una produzione di detriti superiore al 70 per cento progressivamente vengano dismesse; le cave sono dei cittadini, ma collettività deve disporre del suo bene, salvaguardandolo per le generazioni future. Abbiamo così intrapreso la strada della satira, dei social, per rendere più appetibili le informazioni, i documenti che abbiamo prodotto nel tempo, tutti con una solida base scientifica, ma spesso lunghi, complessi e quindi il messaggio, importantissimo, spesso non arrivava a tutti», spiegano Paola Antonioli e Giuseppe Sansoni di Legambiente. Primo episodio con i detriti tra i protagonisti.

«Cercando di raccontare anche le pressioni degli industriali, con il consenso delle istituzioni, in un Piano Regionale Cave imbottito di commi che consentono la presenza di cave che arrivano al 90-95 per cento di detriti. Ma ci riferiamo a tutti i documenti, dal piano regionale al regolamento degli agri marmiferi comunali», continuano. «Non ci sarà la rappresentazione delle cave stile cartolina, ma di un distretto minerario, con tante metafore», aggiunge Matteo Procuranti (de “La Gora Production” con Piergiorgio De Rito, non nuovi a iniziative come queste). Metafore come lo spezzone che parla «dell’era di Omya» giocando con le voci del celebre “C’era una volta il West” di Sergio Leone; oppure quando si scomoda la fatina di “Cenerentola” per trasformare i detriti in blocchi. Sui prossimi due episodi niente spoiler però: «Possiamo anticipare i temi, tanto sono quelli. Il rapporto con l'occupazione: si “usa” il lavoro come contro risposta, ma se il lavoro va all’estero? Il terzo episodio è sul rischio alluvionale, un rischio sottovaluto a partire dal Comune: non c’è una consapevolezza diffusa».

La chiosa è sulla manifestazione di sabato 24, a cui entrambi i gruppi hanno aderito: «Saranno gli organizzatori a scegliere le modalità considerata la situazione sanitaria, speriamo che il video possa raggiungere tante persone, sollecitando la partecipazione». —
 

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