Il Tirreno

Consigli comunali in chat fino alla fine dell’anno: proroga-sfida di Benedetti

Stefano Benedetti
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Stefano Benedetti

Il presidente delle assise attacca anche Luana Mencarelli (M5s)  che aveva chiesto il voto segreto sulla sfiducia: «È faziosa dovrebbe dimettersi» 

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MASSA. Dovrebbe essere una figura super partes quella del presidente del consiglio comunale. Stefano Benedetti, la interpreta in una maniera diversa. Ingaggiando un giorno sì e l’altro pure scontri con l’opposizione. L’ultimo (o meglio il penultimo) duello è quello sulle sedute del consiglio comunale. Che dal 2 aprile scorso si svolgono, causa emergenza Covid 18, in forma di videoconferenza. Le minoranze chiedono da tempo, anche con sit-in lettere al prefetto, che si torni ai consigli “in presenza”. Benedetti, in tutta risposta, ha firmato ieri – forte della recrudescenza dell’epidemia e del prolungamento dello stato di emergenza disposto dal governo – un provvedimento che proroga fino al 31 dicembre “e comunque fino al permanere dello stato di emergenza” i consigli comunali a distanza. Proroga che vale anche per le sedute delle commissioni consigliari.

Ma non è solo questo. Le opposizioni da tempo(dal suo insediamento) chiedono la rimozione di Benedetti dall’incarico di presidente delle assise. Per “agevolare” questo obiettivo, in commissione Affari Istituzionali Luana Mencarelli del M5s ha proposto una modifica dell’articolo del regolamento del Consiglio Comunale sulla votazione di sfiducia del presidente, chiedendo di trasformarla da “palese” a “scrutinio segreto”. La richiesta è stata respinta (contrari: Martinucci Lega,Evangelisti Fdi, Ronchieri Fi,Bertucci Lista Persiani e Berti Sinistra Progressista; favorevoli : Dei gruppo misto, Mencarelli proponente M5S; astenuti : Carioli Pd e Mosti, Non votanti : Incoronato). E l’esito del voto scatena il contrattacco di Benedetti: «Il voto in commissione dimostra l’ assoluta compattezza della maggioranza ed il netto fallimento dell’iniziativa dei 5Stelle. Ma ciò che è grave – continua – è che la modifica per mettere in difficoltà il sottoscritto, sia stata presentata dalla Mencarelli che una delle due vicepresidenti del consiglio comunale cioè da una consigliera che ricopre in questo momento un ruolo istituzionale e non politico (sic). Ed è anche curioso che arrivi da un movimento che reclama più trasparenza, ed ora, al contrario, vorrebbe trasformare un voto palese in voto segreto. Dovrebbe dimettersi, lasciando il suo ruolo ad altro consigliere di minoranza, meno fazioso, meno scorretto e maggiormente collaborativo».

 

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