Il Tirreno

Secondo caso al San Luca di Lucca 

Fiocco celeste: mamma contagiata, il neonato è negativo

Gianni Parrini
Fiocco celeste: mamma contagiata, il neonato è negativo

È già il secondo caso di una partoriente di Massa a Lucca centro di riferimento anche per la nostra provincia

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LUCCA

Donne incinte positive, il San Luca centro di riferimento nell’Asl per i parti Covid: nell’ospedale lucchese arrivano anche le gravidanze di Massa-Carrara. Sono già due i bambini negativi nati da madri infettate dal virus, entrambe di Massa. L’ultimo caso venerdì scorso: una 35enne di Massa positiva al Coronavirus ma asintomatica ha messo alla luce un bel bimbo di 3,3 kg. È nato con parto naturale e ed è negativo. Madre e figlio sono stati dimessi lunedì pomeriggio. Un’altra donna, sempre di Massa, era venuta a partorire a Lucca nell’agosto scorso col cesareo: anche allora andò tutto bene. E altri parti Covid ci saranno nelle prossime settimane: in lista ci sono una donna lucchese alla 39esima settimana di gravidanza e una di Massa alla 37esima. C’è poi il caso di una gestante che ha un cesareo programmato per fine mese: lei è negativa mentre il marito è positivo e pertanto dovrà essere sottoposta a un nuovo tampone prima dell’intervento.

«Il parto Covid non è una cosa semplice ma ci siamo organizzati per farla bene e in sicurezza – spiega il dottor Gianluca Bracco, direttore della Ginecologia e Ostetricia di Lucca – È da marzo, ovvero da quando è scoppiata l’emergenza Covid, che ci siamo preparati per accogliere anche partorienti Covid ma fino ad agosto non avevamo avuto casi. Adesso, invece, cominciano ad arrivarne diversi, visto che oltre a Lucca e Valle, siamo l’ospedale di riferimento anche per la zona di Massa Carrara. Non è un problema: abbiamo diviso il reparto in tre aree: una per il ricovero delle pazienti normali, una per quelle in attesa del responso del tampone e una terza per i casi Covid accertati. Anche le sale parto sono state organizzate in modo da rendere il percorso sicuro e ben distinto tra positivi e non. Le ecografie di controllo le facciamo al San Luca, dove abbiamo una stanza ad hoc che consente di avere una maggiore sicurezza».

Un parto Covid prevede procedure diverse e complesse sia per il personale sanitario, che deve essere dotato di tutti i dispositivi di protezione, sia per la donna incinta: «Ci sono alcune cose da sapere prima dell’evento – spiega ancora Bracco – Per preparare al meglio le partorienti abbiamo realizzato un corso online che devono seguire da casa. Abbiamo previsto un percorso di avvicinamento che parte alla 28 settimane e prevede contatti telefonici e un tampone al drive through del Campo di Marte alla 40ª settimana. Io tengo la prima lezione, che ha l’obiettivo di informare e tranquillizzare la donna fino all’espletamento del parto». Bracco è un esperto della materia, tant’è che è autore di un libro dedicato alla gravidanza e al parto nella paziente positiva. «Nella maggior parte dei casi non c’è trasmissione del virus attraverso il feto per cui i figli di madri positive solitamente sono negativi – spiega – Una volta nati, però, occorre proteggerli e la madre deve essere preparata a dovere. Il “pelle a pelle”, ad esempio, non lo facciamo ma la madre può prendere il bambino e allattarlo indossando una mascherina, stando attenta all’igienizzazione e seguendo una serie di raccomandazioni che le forniamo preventivamente».

Il dottor Bracco ci tiene a sottolineare la completa sicurezza che il reparto di Ostetricia e Ginecologia offre a tutte le partorienti, positive e non. «Ci siamo organizzati nel modo migliore, con percorsi separati e procedure ad hoc».

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