Il Tirreno

«Grazie a chi non ha lasciato sole me e la mia Camilla»

«Grazie a chi non ha lasciato sole me e la mia Camilla»

La vedova dell’uomo morto sotto a un blocco ringrazia la lega del cavatore 

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carrara

Una lettera stringata. Un grazie. Anzi non solo uno.

«Sono Sara la mamma di Camilla Savio il cui papà è venuto a mancare lavorando il giorno 11 luglio 2018- scrive Sara - Tra grosse difficoltà la nostra vita va avanti nel quotidiano. Inaspettato e gradito ci è giunto dalla Lega del cavatore un regalo, un pensiero veramente utile, frutto del grande cuore di lavoratori il cui lavoro e sudore li deve rendere fieri. Il loro gesto mi ha molto colpita, la loro solidarietà ha ancora qualcosa di antico , vorrei far capire a mia figlia che non siamo sole, questo soccorrevole fattivo gesto mi ha molto commosso. Grazie di cuore.Colgo l’occasione per ringraziare anche la Cgil nella persona del suo presidente Paolo Gozzani che ci è sempre stato vicino sin dalle prime ore e che non ci ha mai abbandonato. Grazie ancora Sara e Camilla»

Luca Savio, lo ricordiamo morì l’11 luglio di duie anni fa. Un blocco gli diede uno schiaffo, proprio mentre lo stava calzando». Uno schiaffo di marmo, sordo, sul cuore, che non aveva lasciato scampo a Luca Savio, 41 anni, una moglie e una figlia, Camilla che allora aveva appena un anno.

Erano da poco passate le otto di quella tragica mattina di luglio quando durante una manovra banale, la calzatura di un blocco informe, che per i non addetti ai lavori consiste nel mettere una zeppa di legno durante la movimentazione, era stato colpito al torace. Un colpo violento che gli aveva provocato un arresto cardiaco.

Il manovratore, sulla gru accanto al blocco, sul luogo della tragedia, aveva provato a rianimarlo, i colleghi erano accorsi, anche quelli delle aziende vicine, ma per Luca non c’era più nulla da fare.

Luca Savio era morto tre giorni prima della scadenza del suo contratto: aveva cominciato a lavorare il 9 luglio, doveva smettere il 14.

Era il primo impiego dopo tanto tempo. Una manciata di giornate nel deposito della F.C Autogru, dopo mesi di precariato.

Una vicenda che aveva scritto una brutta pagina legata alla sicurezza sul lavoro. Una vita spezzata. Una moglie e una bambina piccola che non sono state lasciate sole. —

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