Sicurezza
I ragazzi del “Friday” tornano in piazza e gridano: «Non ci caverete il futuro»
Sit-in in piazza Aranci e un quiz per sensibilizzare sui problemi del cambiamento climatico che coinvolge i passanti
massa
In contemporanea in utta Italia, i comitati Fridays for Future sono tornati ieri in piazza – dopo lo stop dovuto al lockdown – per riportare l’attenzione sulla questione dei cambiamenti climatici. «Questo “climate strike” -motiva una delle organizzatrici, Gioia Giusti- nasce dalla rivendicazione che la ripresa economica passi anche attraverso la transizione ecologica. Pensare che economia e ambiente siano in antitesi è un falso mito». Il disboscamento dell’Amazzonia, le responsabilità climatiche di Eni, le strategie di “greenwashing” di molte aziende (darsi un'apparente patina di sostenibilità ambientale), le bioraffinerie a Livorno; tanti i temi nel sit-in di piazza Aranci. Ovviamente, si è parlato anche del territorio apuano, come spiega Carlotta Palagi, un’altra organizzatrice: «Da noi i problemi riguardano le cave di marmo e l’inquinamento, non solo in zona industriale. Ciò che pensiamo sulle cave è chiaro: non esiste escavazione sostenibile. C’è ancora il tentativo di romanticizzare il lavoro in cava, quando questo è cambiato e diminuito. Certe scelte politiche hanno fatto sì che Carrara puntasse solo sul marmo, mettendo in contrapposizione lavoro e ambiente. Noi non diciamo “chiudete le cave”; diciamo di creare alternative in vista del futuro».
A spiegare alla platea di giovani le conseguenze della mancata bonifica della zona industriale è intervenuta Clara Gonnelli, ma anche le condizioni del canale Brugiano e la moria di animali sono state trattati. Prosegue Palagi: «Giorni fa una ragazza mentre salvava un’anatra è entrata in contatto con dei fanghi, ed ha avuto una strana eruzione cutanea. Ciò è preoccupante, per la salute degli animali ma anche per le persone, visto che il fiume sfocia a ridosso di spiagge». Insomma, i problemi affrontati sono stati tanti; e per farlo, gli organizzatori hanno usato metodi di sensibilizzazione diversi. Per rendere più coinvolgente la protesta si sono tenuti quiz a tema cambiamenti climatici; c’erano cartelloni, come “Non ci Caverete il futuro” oppure “Pianeta Terra: da NON consumarsi entro 7 anni e 83 giorni”, riferendosi al tempo massimo per salvare il pianeta da cambiamenti irreversibili; sono state fatte performance artistiche e contest online. Il sit-in ha infine coinvolto anche dei passanti, alcuni in là con gli anni. Segno che la protesta, nonostante nasca tra le nuove generazioni, interessa tutti. —
IVAN ZAMBELLI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
