La protesta
Gli ex lavoratori Eaton: «Non date quell’area a chi non rispetta gli accordi»
A 10 anni dalla chiusura della multinazionale è ancora aperta la questione della ricollocazione dei dipendenti. «Non vogliamo passare per utili idioti»
massa
Il Consorzio Zia ha annunciato di voler cedere, mediante un'asta quei circa 13 mila metri di area industriale un tempo parte della multinazionale Eaton e non utilizzata dalla Iglom.
La notizia offre lo spunto ad alcuni ex lavoratori di Eaton di intervenire sulla questione e lancoare un amaro “memento”: «Ricordatevi che gli accordi per ri-assumere i lavoratori licenziati dalla multinazionale sono stati in gran parte calpestati».
Scrivono gli ex di Eaton – tra i quali Giovacchino Pitanti – in una nota intitolata “La dignità degli ultimi”: «Molti purtroppo hanno dimenticato, e per non essere ricordati come utili idioti per le lotte fatte, ci sentiamo in dovere di ricordare a istituzioni locali sindacati e cittadini, come nacque e come la politica si impegnò all'epoca delle lotte operaie nel non lontano 2010. La Eaton decise con bilanci in attivo di chiudere e di trasferire la produzione in Polonia per migliori condizioni fiscali, lasciando a casa 350 lavoratori e mettendo sfacciatamente in vendita, al prezzo di 20 milioni di euro, l’area che occupava la fabbrica».
Le lotte messe in campo dai lavoratori portarono la Eaton a retrocedere dalle proprie richieste, portando il prezzo dell'area a circa un terzo della richiesta avanzata, mentre si lavorava a una possibile reindustrializzazione dell'area. «All'epoca – ricordano ancora gli ex lavoratori : furono fatti tavoli istituzionali per verificare proposte credibili di acquisizione per insediamenti di nuove attività Industriali, un noto imprenditore del territorio (il patron di Iglom Emilio Ruicci ) avanzò una proposta in cui si impegno sottoscrivendo accordi, a riassorbire 72 ex lavoratori Eaton nell'ampliamento della propria attività». Iglom acquistò l'area esclusi i circa 13.000 mq oggi di proprietà del consorzio Zia, ma – sostengono gli ex – « assunse solo 16 dei 72 lavoratori, non rispettando gli impegni sottoscritti, ci permettiamo di dire, nella totale indifferenza dei soggetti sociali e politici che all'epoca sembravano onnipresenti al fianco dei lavoratori. Oggi quindi vedendo che anche quell'area residuale viene posta sul mercato chiedendo una variante di utilizzo per renderla appetibile, ci sentiamo in dovere nel rispetto dei lavoratori e della cittadinanza, di porre alcune questioni, che forse rimarranno inascoltate, ma che serviranno a focalizzare come e perché questo territorio e destinato a peggiorare la propria situazione economica. Innanzitutto crediamo utile che anche quella porzione di 13000 mq venga immessa sul mercato con l'impegno di ricollocare un equo numero di lavoratori (ancora ex Eaton non hanno ritrovato lavoro, forse chi lotta non è appetibile all'impresa), e che ovviamente non siano prese in considerazione proposte d'acquisto di soggetti che comprovatamente non rispettano gli accordi presi col territorio. Pertanto chiediamo a Comune e Provincia di intervenire per rimediare ai torti subiti dai lavoratori: governare un territorio a parer nostro non implica il dover far sentire i lavoratori utili idioti, o anche i soggetti coinvolti in questa vertenza dovrebbero indossare la storica maglietta “ Usa. & Getta”». —
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