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Tar, il Comune non si costituisce contro Edison. Rc: «Un errore»

Tar, il Comune non si costituisce contro Edison. Rc: «Un errore»

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massa

Le cronache di questi giorni riportano di attualità la problematica mai risolta dell'inquinamento della falda dei comuni di Massa e Carrara.Attesa ormai da un quarto di secolo. Rifondazione comunista interviene sul tema dicendo: il Comune non si è costituito in giudizio contro Edison nel ricorso al Tar sull’inquinamento.

«25 anni sono passati invani, anzi mettono in evidenza come nel nome del profitto si sia omesso di intervenire a favore dell'ambiente e della salute pubblica. Perchè è di questo che si sta parlando. Di omissione», esordisce la nota di Rc, che poi prosegue: «La certificazione ambientale del 1995 pare essere carta straccia e le prime approfondite analisi stanno mettendo in evidenza che il tempo non ha curato i mali, che sono ancora lì, nel sottosuolo, nelle nostre acque e che il pericolo non si è allontanato, vive sotto i nostri piedi. Eppure abbiamo assistito ad annunci di propaganda politica fantasmagorici che assicuravano sulla imminente soluzione dei problemi. Però nessuno che si è preso la responsabilità di annullare le ordinanze sindacali di chiusura dei pozzi emesse 40 anni fa, anzi sono state continuamente prorogate da tutti gli amministratori che si sono susseguiti nel tempo, De Pasquale e Persiani compresi».

Rifondazione ricorda poi che il ministero dell'ambiente nel 2010 chiese invano una bonifica del Lavello alle autorità locali sulla base di un progetto già definito: «Quel fosso non solo divide due comuni, ma pare che divida le responsabilità dell'inquinamento tra due colossi della chimica che nel nostro territorio continuano ad essere presenti nonostante la loro assenza produttiva. Tutto questo poi, in barba all'idea di una condivisione popolare, si è consumato nelle aule di tribunale, ricorsi contro ricorsi, per spostare nel tempo una responsabilità che oggi sembra venire a galla».

Poi, la questione del Tar: «Il fatto che lascia noi di Rifondazione politicamente perplessi è legato proprio al recente ricorso al Tar di Edison contro Regione Toscana e Comune di Massa circa le responsabilità dell'inquinamento nella falda a valle dell'ex stabilimento Farmoplant. Sia la Regione che il comune non si sono costituiti in giudizio. Se per la Regione Toscana possiamo dire che si è costituita Arpat, sua diretta emissione, non capiamo perché il Comune di Massa abbia rinunciato. Eppure c'è in ballo un'importante fetta produttiva del nostro territorio, migliaia di cittadini massesi residenti sulla costa, 40 anni di storia economica locale che viene messa in discussione. E la nostra amministrazione, cioè chi dovrebbe rappresentare i cittadini preferisce essere assente. Dopo avere tenuto per oltre due mesi i dati delle prime analisi in un cassetto quando si continuava ad utilizzare acqua da pozzi che oggi la scienza ci dice essere fortemente inquinati, oggi che giungono informazioni importanti che fanno barcollare la tesi di Edison sulla propria non responsabilità dell'inquinamento, la giunta di Massa risulta essere "non pervenuta" a difendere il diritto dei cittadini a conoscere la verità su 40 anni di inquinamento che hanno pagato con un territorio distrutto ambientalmente e una salute altrettanto compromessa. Signor sindaco – è l’invettiva finale – il tempo del "quelli di prima" è finito ed è arrivato quelle delle responsabilità per totale inerzia del suo operato». —



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