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Sanac, incontro a vuoto con il ministero salgono le preoccupazioni dei lavoratori

camilla palagi
Sanac, incontro a vuoto con il ministero salgono le preoccupazioni dei lavoratori

Ancora ferma l’acquisizione da parte di Arcelor Mittal, che deve anche pagare 9 milioni di euro all’azienda massese

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massa

Un altro incontro, stavolta tenuto in videoconferenza, con il Ministero dello Sviluppo Economico per affrontare i nodi da sciogliere legati allo stabilimento della Sanac. Un altro incontro, in programma ieri mattina, al quale non hanno preso parte i vertici della multinazionale Arcelor Mittal. E con questo orizzonte davanti agli occhi, ancora plumbeo e indefinito, operai della fabbrica e sindacati si apprestano ad andare incontro alla scadenza della fideiussione che ancora lega, seppur sottilmente, il gruppo di Massa allo stabilimento tarantino.

Uno stabilimento che per produrre acciaio – sottolineano i sindacati – ha bisogno dei materiali refrattari prodotti alla Sanac. E questo è il fronte di lotta che i tre sindacati Cgil, Cisl e Uil intendono portare avanti per arrivare una volta per tutte all'acquisizione della Sanac da parte di Arcelor Mittal. Cioè quello di rimarcare l'essenzialità dei materiali prodotti a Massa (e negli altri tre stabilimenti del gruppo) per poter garantire la produzione dell'altoforno di Taranto. «Chiediamo con forza che sia aperto un vero e proprio tavolo sul settore siderurgico – commentano Cgil, Cisl e Uil - Asset strategico per il paese. Sanac in questa prospettiva è fondamentale visto che senza materiale refrattario nessuna acciaieria può produrre acciaio. Ad oggi vantiamo 9 milioni di euro di crediti nei confronti di Arcelor Mittal che non sono ancora stati saldati e cosa ancor più grave ci è stato comunicato che per il pagamento dei crediti passati si è dovuto ricorrere ai decreti ingiuntivi».

All'incontro che si è svolto ieri mattina in Prefettura alla presenza delle istituzioni locali, i sindacati hanno invitato il Mise ad attivarsi per garantire il pagamento dei crediti che spettano alla Sanac. «Abbiamo chiesto al governo di adoperarsi verso Arcelor Mittal al fine di garantire il pagamento dei crediti che Sanac vanta, ma allo stesso tempo chiediamo e continuiamo a chiedere al Governo garanzie sul nostro futuro». Presente all'incontro anche il sindaco di Massa Francesco Persiani, il quale ha usato parole dure nei confronti del governo: «Basta parole, serve un tavolo istituzionale ad hoc, che sia però risolutivo e non la solita riunione convocata quasi più “per fare due chiacchiere” che per porre in essere soluzioni tangibili, è il momento di dare risposte concrete ai lavoratori della Sanac Spa che da anni stanno lottando per avere certezze sul loro futuro riuscendo ad ottenere solo promesse. In merito alla riunione di questa mattina dei sindacati con il Ministero dello sviluppo economico non sono arrivate notizie rassicuranti e, fatto che ritengo particolarmente grave, è mancato ancora il confronto con i vertici di ArcelorMittal. E’ inaccettabile che a tutt'oggi resti sconosciuto il piano investimenti della multinazionale e che Sanac vada avanti con casse integrazioni in aumento e commesse in diminuzione, pur vantando milioni di crediti da ArcelorMittal».

A partecipare all'incontro anche la deputata massese del Pd Martina Nardi: «Anche il confronto di stamani, in cui ero l'unica parlamentare presente - spiega Nardi -, non è stato in grado di indicare una via d'uscita certa per l'azienda e per i lavoratori. E' stato un momento interlocutorio, ma a questo punto, come ho spiegato anche ai vertici del ministero, ritengo che serva una spinta anche da parte del Parlamento per trovare la soluzione definitiva. Per queste ragioni - aggiunge la presidente della commissione attività produttive - ho deciso che dai prossimi giorni metterò in calendario specifiche audizioni della Commissione Attività Produttive coi protagonisti della vertenza Sanac: sindacati, commissari, enti locali. Di tempo ne è trascorso fin troppo e ora c'è da tirare le conclusioni». —

camilla palagi

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