Il Tirreno

l’accoltellamento alla partaccia 

Sviene in aula quando riconosce l’aggressore

Libero Red Dolce
Sviene in aula quando riconosce l’aggressore

Incidente probatorio alla presenza dell’uomo che rischiò di morire il 4 settembre. E in tribunale arriva l’ambulanza 

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Quando la mascherina sul volto è calata e lui ha riconosciuto il suo aggressore è sbiancato. Pallido, fino quasi allo svenimento, il giovane maghrebino ieri in aula ha riconosciuto l’uomo che il 4 settembre lo ha accoltellato all’addome quasi uccidendolo. Ha confermato, come già dal primo riconoscimento fotografico, che si tratta di un carrarino di 50 anni, ex guardia giurata.

Davanti alla gip Marta Baldasseroni un incidente probatorio piuttosto drammatico quello di ieri mattina. La vittima, assistita dall’avvocato Riccardo Balatri, ha risposto alle domande del pubblico ministero Alberto Dello Iacono. Il presunto aggressore è difeso invece dall’avvocato Iacopo Memo.

Si è trovato quattro uomini di fronte. Corporatura e volti simili, tutti in maglietta nera e mascherina nera così come aveva raccontato di aver visto il suo aggressore quella notte.

La prima indecisione è stata fra due individui. Le mascherine sul volto non rendevano la vittima sicura di quello che stava dicendo. Poi però è stato chiesto ai quattro di calare le mascherine sul volto.

Una piccola digressione a questo punto. In precedenza il giovane maghrebino aveva dichiarato che chi l’aveva aggredito aveva una mascherina nera e una maglietta nera. E così sono state ricostruite quelle situazioni.

Appena ha riconosciuto l’ex guardia giurata il giovane è scoppiato a piangere. Un pianto nervoso, disperato. Tant’è che gli vengono le convulsioni e quasi casca per terra, sorretto dall’interprete che era al suo fianco.

Viene sdraiato in aula in attesa che arrivino i soccorsi. I carabinieri in aula infatti hanno subito chiamato il 118.

Dopo circa 20 minuti arrivano i sanitari che gli prendono la pressione e dopo un po’ riescono a rimettere il ragazzo in piedi.

L’uomo accusato a quel punto decide, vista la situazione, di tornare in carcere. E a quel punto si è proceduto al racconto degli eventi di quella notte. Pienamente confermati anche durante l’incidente probatorio.

L’uomo ha raccontato dunque di questo appuntamento notturno e dell’aggressione immediata, al buio. I tanti minuti di terrore a terra prima che venisse trovato e poi la convalescenza in ospedale. E ancora una volta non ha avuto il minimo dubbio nell’indicare chi lo avrebbe aggredito. Non è mai stata ritrovata però l’arma del delitto.

Il giudice ha dichiarato chiuso l’incidente probatorio e ha restituito gli atti al pubblico ministero. Ma ovviamente l’iter processuale non è finito qui.

Già ieri è arrivata la notizia che si procederà a un nuovo accertamento tecnico irripetibile che consiste nell’andare a cercare tracce di sangue sull’automobile che l’aggressore aveva a disposizione quel giorno.

L’uomo fu catturato il 19 settembre dalla squadra Mobile della polizia dopo delle indagini svolte sia seguendo le tracce dei cellulari, gli incroci tra chiamate e agganci delle celle telefoniche nonché investigando in maniera tradizionale con appostamenti. —

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