Il Tirreno

domattina il presidio in piazza aranci 

Friday for future, sciopero per il clima con performance e quiz

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massa-Carrara

Sciopero per il clima: domani, venerdì 9 ottobre il movimento Fridays for future (in sigla Fff) di Massa e Carrara scende in piazza per tornare a chiedere alle amministrazioni e ai governi di tutto il mondo di unirsi alla battaglia per la giustizia climatica e dichiarare lo stato di emergenza. «Uno stato di emergenza che è sotto gli occhi di tutti – commentano dal Fff – se solo si ha il coraggio di tenerli aperti. Gli incendi in California, lo scioglimento dei ghiacciai in Groenlandia, l'innalzamento dei mari che aumenta il fenomeno dell'erosione ben visibile anche nel nostro litorale o la putrefazione alla quale è destinato il canale del Brugiano in tempi di siccità, sono eventi che non possono essere analizzati separatamente. Oggi con questo sciopero globale torniamo a chiedere alle istituzioni di dare un nome a ciò che è ormai ben visibile a tutte e a tutti, il cambiamento climatico. Agli studenti e alle studentesse, così come ai loro insegnanti, chiediamo di unirsi a noi in questa battaglia di giustizia ambientale e sociale».

Quello di domani, venerdì in piazza Aranci dalle 9.30, spiegano da Fff, «sarà uno sciopero diverso rispetto agli altri a causa dell’emergenza sanitaria, tuttavia il Covid non ci ferma, anzi, ci spinge a trovare nuove soluzioni. Per questo abbiamo organizzato un presidio in piazza in cui si alterneranno performance artistiche, interventi e un quiz a premi. La crisi climatica è un’emergenza che deve essere trattata allo stesso modo dell’emergenza sanitaria: è necessario ascoltare gli scienziati e creare leggi che possano davvero mettere un freno all’innalzamento della temperatura. Ci rimangono sette anni e quattro mesi per invertire la rotta, cioè per cambiare il nostro modello di sviluppo che appare insostenibile per le risorse che abbiamo a disposizione».

Al mondo della scuola, Fff chiede di convalidare le giustificazioni delle assenze per la partecipazione alla mobilitazione del nove ottobre; di dichiarare lo stato di emergenza climatico ed ecologico per il proprio istituto, anticipando la politica; di sostenere le proteste e aggiornare le loro rivendicazioni, riconoscendo il ruolo delle lotte sociali attorno all’emergenza climatica ed ambientale. «Le studentesse e gli studenti italiani sono stati in tutto il mondo primi, per numero di partecipanti, a contribuire alla mobilitazione globale del 15 marzo 2019 contro il cambiamento climatico, ponendosi in agitazione permanente durante la giornata del venerdì. Dopo decenni di omissioni, silenzi e inazione, finalmente da oggi soffia il vento della speranza».

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